Sinisa e gli altri, vincere sulla malattia

  • Maurizio Baruffaldi

Conosco due persone che hanno incontrato la leucemia. Una non ce l'ha fatta, l'altra sembra di sì. Parliamo del secondo, perché siamo interessati al vivere, e perché c'è Sinisa. Da quindici anni la combatte, contrasta, subisce. Ha subito un trapianto di staminali, tre fasi di regressione, due delle quali hanno rilanciato la malattia; l'ultima, invece, dura. E produce un disincantato ottimismo. Il corpo risponde. Ci ha scritto un libro, in cui la cronaca di sintomi e cure è dettagliata, ma soprattutto lo è quella intima, spietata e dolcissima. Mancanza di compiacimento, di autocommiserazione. Ma rispetto dei fatti e dei sentimenti.  

L'ho incontrato questo weekend, a un concerto con presentazione di libro. Suoi. In coincidenza assurda e assoluta con la leucemia famosa di Sinisa. Tu chiedi, vuoi sapere, perché sei così, l'empatia ti appartiene e anche un po' quel mestieraccio di raccoglitore di storie e lui, sotto quei capelli radi ed elettrici, mentre racconta ti scruta con curiosità, come se fossi tu a parlare. Ti racconta ma ti ascolta. Con quel suo sorriso buffo, quasi da prendiculo, quello di chi ha scavato e visto tanto, troppo, e ha smantellato la paura: ha rispetto per ogni cosa, e pure ogni cosa lo diverte un po'. La sua è una compassione ironica. C'è una morte sicura per tutti, un tempo che sappiamo a scadenza, il racconto di una lotta impari, ma anche il godimento dei momenti rubati. L'accumulo di questi momenti. Lontanissimo, alieno a ogni religione, se non quella della precarietà sublime dell'uomo. Uno sguardo coltivato per quindici anni. Una forza disumana e tranquilla. La malattia fa schifo. Ma vincerla mette le ali.

MAURIZIO BARUFFALDI

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