Parola di Paolo Borsellino "Io, libero di essere ucciso la sera..."

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«Che senso ha essere accompagnato la mattina per poi essere libero di essere ucciso la sera?». Se lo chiedeva Paolo Borsellino: la sua voce registrata nel corso si una deposizione del 1984 all'Antimafia è adesso tra gli atti desecretati dalla Commissione che ha deciso di togliere  il segreto agli atti dei suoi lavori dal 1963 fino al 2001.
Una sola auto blindata
Borsellino all’epoca lamentava la presenza di una sola auto blindata per 4 persone. «Buona parte di noi non può essere accompagnato in ufficio di pomeriggio da macchine blindate - come avviene la mattina - perché di pomeriggio è disponibile solo una macchina blindata, che evidentemente non può andare a raccogliere 4 colleghi», dice Borsellino nel corso della sua deposizione. «Pertanto io, sistematicamente, il pomeriggio mi reco in ufficio - si legge ancora nel testo - con la mia automobile e torno a casa per le 21 o le 22. Magari con ciò riacquisto la mia libertà utilizzando la mia automobile, però non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per poi essere libero di essere ucciso la sera».
 Mafia e massoneria
Sui contatti tra cosche e massoneria, Borsellino dice:  «Le indagini fatte su questa Stella d'Oriente, in cui erano presenti anche massoni, non hanno consentito di portare all’accertamento di attività criminali direttamente espletate attraverso la stessa. Però la documentazione trovata è risultata utilissima in riferimento all'accertamento di determinati rapporti o collegamenti tra elementi di famiglie mafiose palermitane, marsalesi e campane».

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