I nostalgici del Meazza già sul piede di guerra

  • Milano

Sembra già tutta in salita la discussione sul nuovo stadio di Milan e Inter. Su due punti in particolare: il raddoppio di cubature in deroga ai limiti del Pgt, grazie alla legge sugli studi e, soprattutto, l’abbattimento del Meazza che ha fatto insorgere mezza città e spinto un indignato Sandro Mazzola a dire che lui nello stadio nuovo non ci metterà mai piede. «Credo si aprirà un bel dibattito politico, che piaccia o meno San Siro ha un ruolo importantissimo  - ha detto ieri il sindaco Giuseppe Sala che non fa mistero di essere un “nostalgico” del Meazza e che  lì vorrebbe l’inaugurazione delle Olimpiadi 2026 - non è certamente un tema da vedere come rapporto tra le società e sindaco o giunta ma il consiglio dovrà avere un ruolo importante». Il punto, dice, è dialogare con le società ed evitare il muro contro muro, che porterebbe le squadre ad abbandonare Milano per spostare il progetto a Sesto San Giovanni. Tra l’altro, segnala il primo cittadino, lo stadio fa parte del patrimonio comunale e la sua demolizione potrebbe sollecitare la Corte dei Conti. Ora il Comune ha 90 giorni di tempo per rispondere a Inter e Milano, già pronte a consegnare il nuovo impianto nel 2023.

PAOLA RIZZI

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