L’Elfo Puccini punta sulla drammaturgia francese

  • Milano/Teatro

MILANO “Il teatro del cuore  e il cuore del teatro”. Si intitola così la stagione 2019/20 del Teatro Elfo Puccini riprendendo lo splendido disegno di Giosetta Fioroni  realizzato per il cartellone del multi sala in corso Buenos Aires: un grande cuore rosso in cui trovano spazio le nuove produzioni e le grandi riprese, ventitrè spettacoli in tutto.

Si parte con la maratona “Angels in America” che torna in scena 12 anni dopo la prima versione. «I ragazzi di ieri - spiega Ferdinando Bruni - sono cresciuti: abbiamo rinnovato il cast e Francesco Frongia ha girato nuovi video per offrire nuovi punti di vista tecnici e contenutistici». 

Dal contemporaneo al classico con “Edipo Re” regia di Bruni/Frongia per il quale la sala Fassbinder cambierà volto per porre la scena al centro dello spazio e il pubblico tutto intorno. «In quel mondo - continua Bruni - ci sono le radici del teatro: giochiamo col fatto che allora si faceva con tre attori, con le maschere (ricamate da Maria Lai) e un potente uso del corpo».

Si torna nel Novecento con “In piedi nel caos” della Olmi, regia di Elio De Capitani: «Nel testo ci sono 7 personaggi - spiega - ma se ne vedono solo 4 per raccontare la storia d’amore di un reduce tornato dalla Cecenia, di sua moglie e dei coinquilini con cui sono costretti a vivere».

Ancora drammaturgia francese con  “Diplomazia” di Gely in cui, la coppia Bruni/De Capitani, mentre si sfida in scena, torna alla regia condivisa dopo 25 anni.

Il versante ospitalità parte  già in settembre con “Mio cuore, io sto soffrendo” di Antonio Marras per lasciar spazio poi a MilanOltre e ad altri 31 titoli. Un cuore grande, quello dell’Elfo, che batte per ribadire che il teatro sta benissimo.

PATRIZIA PERTUSO

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