La donna che considera i confini assurdi

  • CARLO BARBIERI

Trentun anni, cinque lingue, una passione per l’ambiente e l’umanità. A 23 anni già su una rompighiacci, poi su altre navi, nell’ambito di esplorazioni polari. Ma è stata anche volontaria per la protezione animali. E dal 2016, comandante Sea Watch. Una che ha dichiarato «La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un paese ricco e con il passaporto giusto». E che per questo ha sentito «l’obbligo morale di aiutare chi non aveva le sue stesse opportunità».

Parliamo di Carola Rackete, naturalmente. Una donna che ha vissuto in un bel po’ di paesi, ma soprattutto in mare. Dove i confini non si vedono. Una donna che i confini li considera assurdi, e che fra il violare le leggi di uno stato e mettere confini a quelle dettate dalla sua coscienza, non ha avuto dubbi, e ora è in arresto. Le leggi di uno stato vanno applicate, è ovvio. Ma talvolta qualcuno sente che ci sono leggi più alte, e decide di rispettare quelle. Ognuno può essere con lei o contro di lei: i sostenitori diranno che se una legge è ingiusta, bisogna ribellarsi. I detrattori diranno che le leggi vanno ripettate comunque. I primi citeranno casi in cui ci si sarebbe dovuti ribellare a una legge: a quelle razziali, per esempio. Gli altri diranno che se ognuno potesse decidere quali leggi osservare e quali no, sarebbe un disastro. Io mi limito a fare solo una riflessione. Qualcuno l’ha definita «una con le palle». Io queste qualità le vedo in misura sempre maggiore nelle donne e sempre meno negli uomini, e quindi rifiuto questa stupidaggine basata sul nulla. Ti auguro di tornare presto al tuo mare e alle cose in cui credi, Carola.

CARLO BARBIERI

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