Gli Etruschi Una storia militare

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Nemici di Roma tra i primi e più a lungo, e anche i più pericolosi, gli Etruschi però sono stati anche parte del dna bellico romano e dalla fine della repubblica hanno affiancato saldamente e fedelmente l'espansione dell'Urbe che in fondo era anch'essa un po' etrusca. Il libro "Gli Etruschi. Una storia militare. IX-II secolo a. C.", scritto da Raffaele D'Amato e Andrea Salimbeti per l'editore Leg (collana Bam, 18 euro, 101 pagine) apre uno squarcio ullo sviluppo militare di questo antico popolo italico, capace di forgiare la storia della penisola dalla Val padana fino alla Campania. Un punto di vista non comune che coinvolge non solo gli appassionati di storia militare ma anche chi ama l'archeologia ed è interessato a una ricostruzione più completa della propria conoscenza dell'Italia antica. 

Gli autori ripercorrono lo sviluppo dei guerrieri etruschi dalle remote origini villanoviane con le loro bande diguerrieri, fino agli eserciti più strutturati delle città stato diepoca classica, capaci dimettere in campo eserciti ditutto rispetto in grado di sconfiggere Greci, Celti e Romani, seppure alla fine di fronte alle legioni dovettero scegliere la strtegia di assimilarsi ai Romani per sopravvivere. Ed'altro canto molto avevano già in comune, dato che la maggior part dei simboli belliciromani provenivano proprio dall'Etruria: dalla cerimonia del trionfo ai fasci littori, dagli strumenti musicali al giavellotto pilum, come gli autori ricostruiscono con cura filologica e archeologica ma anche con evidente passione e coinvolgimento. 

Questo studio completamente illustrato, presentando con dovizia di particolari l’evoluzione dell’equipaggiamento offensivo e difensivo alla luce di prove archeologiche come le tombe di guerrieri, i dipinti e le sculture, non deluderà chi vorrà conoscere il lato meno noto di un popolo tra i più affascinanti dell’antichità.

Osvaldo Baldacci

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