Olimpiadi invernali 2026 assegnate a Milano e Cortina

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ROMA Ha vinto l’Italia, ha vinto l’alleanza tra Milano e Cortina, dove le campane hanno suonato a festa. Così le Olimpiadi invernali del 2026 torneranno sulle Alpi a distanza di 20 anni da Torino 2006 e di 70 anni dai Giochi di Cortina 1956. L’edizione numero 25 dei Giochi a cinque cerchi della neve e del ghiaccio coinvolgerà anche il Trentino-Alto Adige e il Piemonte è pronto a dare una mano. La candidatura italiana ha ottenuto 47 voti, mentre si è fermata a 34 quella svedese di Stoccolma-Aare. Sulla proposta italiana, apparsa in vantaggio sin dalle prime battute di questa lunga e complicata candidatura (con la rinuncia di Torino e la sindaca Appendino che ora fa i complimenti di rito ai colleghi Sala e Ghedina), sembrano aver pesato le ultime ore decisive vissute a Losanna davanti alla Sessione plenaria del Comitato Olimpico Internazionale. L’esposizione finale di Milano-Cortina, firmata da Marco Balich, è stata di forte impatto.

Una parata di campioni

La vittoria di ieri premia per la quarta volta l’Italia nel mondo dello sport. Le Olimpiadi del 2026 inizieranno il 6 febbraio con la cerimonia d’apertura allo stadio San Siro di Milano per terminare il 22 febbraio all’Arena di Verona. In passato l’Italia ha organizzato i Giochi invernali nel 1956 a Cortina e nel 2006 a Torino. In mezzo le Olimpiadi estive di Roma 1960. L’idea di candidare l’Italia per i Giochi invernali è partita da una delusione, quella del progetto di Roma 2024, tramontato nel settembre 2016. A Losanna si sono visti tanti campioni olimpici e paralimpici “invernali” azzurri: Zoeggeler, Pellegrino, Moioli, Goggia, Confortola, Fontana, Bertagnolli, Di Centa e Porcellato. Tanti anche gli atleti delle discipline estive.

Salvini: «Peggio per chi ha rinunciato»

«Grazie a chi ci ha creduto fin da subito, soprattutto nei Comuni e nelle Regioni, e peccato per chi ha rinunciato e si è sfilato». Nel commento del vicepremier Matteo Salvini una stilettata all’indirizzo di Torino, della sindaca Appendino e del M5S. «Ci saranno almeno 5 miliardi di valore aggiunto - ha proseguito il leader leghista - ventimila posti di lavoro, oltre a tante strade e impianti sportivi nuovi». «Potremo vedere da vicino i nostri campioni, ammirare la fiaccola accesa - ha commentato per il M5S, Luigi Di Maio - lo sport è una cosa straordinaria. Ha vinto lo sport, la sua purezza e l’entusiasmo di un intero Paese, lontano da ogni logica di potere, lontano da ogni interesse».

«Il sogno di un Paese intero»

«Questo sogno olimpico non è solo il sogno di due città - aveva detto subito prima del verdetto il premier Giuseppe Conte - è il sogno di un intero Paese». «È il premio alla caparbietà e alla professionalità di una squadra forte, tenace e preparata - ha precisato Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia - penso già ai grandi benefici che l’intera regione potrà avere da questo evento». «Anche il Piemonte è pronto fin da subito a mettersi a disposizione con i propri impianti per contribuire alla realizzazione del più grande evento che un territorio possa ospitare - ha messo in chiaro il nuovo presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio - credo che collaborare sia un’opportunità importante non solo nell’ottica della sostenibilità economica, ma anche come esempio di valorizzazione e riuso degli impianti che già esistono».

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