La Juve presenta Sarri in giacca e cravatta

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Il primo indizio del Maurizio Sarri che verrà lo offre il look: un elegante completo, cravatta e giacca con il logo della Juventus, uno stile in contrapposizione all’immagine operaia del Comandante (ex?) radicata nell’immaginario collettivo. E già questa è una notizia anche se poi, nel corso della conferenza, ammetterà: «In campo preferirei non andare con la divisa sociale, parlerò con la società…». L’occasione, però, lo imponeva. Per la presentazione dell’uomo chiamato a raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri («Pesantissima, vincere quello che ha vinto lui non è stato semplice») è stata scelta la sala  Agnelli dell’Allianz Stadium. Il Sarri che si è presentato alla stampa ha rapidamente smesso i panni del corpo estraneo nella «casa dei padroni» confermando il suo stile, quello che inevitabilmente dovrà sintonizzarsi sulle frequenze dello stile Juve. Parlata schietta, slogan sobri, pragmatismo e qualche battuta azzeccata: così il tecnico, seduto al fianco di Fabio Paratici Paratici (Agnelli e Nedved si sono accomodati in prima fila, silenti) ha risposto colpo su colpo alle inevitabili domande sul suo scomodo passato. 
«Vincere e convincere. Andare in campo, fare risultato e divertire, non vedo altre strade», dice per scongiurare lo scetticismo di certi tifosi juventini. Certo, sollevare una Champions League potrebbe aiutare parecchio. L’idea del nuovo Sarriball, costruire il modulo intorno ai giocatori con più qualità. «Ronaldo è un ragazzo che ha battuto quasi tutti i record, mi piacerebbe aiutarlo a fargliene battere qualcun altro». 
Per Paratici, «Sarri è sempre stato la prima scelta, è quello giusto».

Le frasi sul passato napoletano

«Quando ai tempi di Napoli dicevo di voler andare a prendere il potere? No, volevo andare a prendere il potere nel senso dello scudetto»

«Il dito medio mostrato ai tifosi della Juve fu un errore da parte mia, una reazione esagerata nei confronti di 15-20 stupidi, non nei confronti dei tifosi della Juventus»

«Quando dissi “Accostarmi alla Juve, ci sono estremi per una querela”, non ce l’avevo con la Juve ma intendevo che la notizia era falsa»

L’altro bentornato ironico sui social
Napoletani scatenati per il ritorno di Sarri, ritenuto “un traditore pari a Higuain”, copyright De Laurentis che ha commentato: «In campo urla e bestemmia, voglio vederlo alla Juve». Poi sul profilo della società e sui social dei tifosi partenopei un profluvio di saluti e auguri scaramantici, chiaramente intesi a “jettare” il mister ora rivale. 

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