Casapound, danno per 4,6 milioni

  • Roma

ROMA L’occupazione della sede nazionale di Casapound in via Napoleone III è costata allo Stato oltre 4 milioni e 600mila euro,  una cifra che dovrà essere risarcita da alcuni dirigenti dell’Agenzia del Demanio e del Miur per mancata riscossione del canone.

È quanto stabilito dai magistrati della Corte dei conti di Roma nell’atto di invito a fornire deduzioni con cui ha chiuso l’indagine sull’immobile. I dirigenti indagati sono nove. La cifra del risarcimento è stata stabilita in base al canone aggiornato alla media dell’Osservatorio mercato immobiliare per la destinazione d’uso residenziale nella zona Esquilino, dove si trova il palazzo occupato. Nella vicenda non è coinvolta Casapound. Trattandosi infatti di un soggetto privato la Corte dei Conti non può intervenire.

Sul tema è intervenuta la sindaca Virginia Raggi, che da tempo chiede al ministro dell’Interno Salvini di attivarsi per sgomberare l’edificio: «No ai privilegi e all’illegalità. No agli scrocconi. Casapound non può continuare a restare nell’immobile che occupa da 15 anni al centro di Roma», ha scritto in un post su Facebook, dove ha aggiunto: «Quella somma di denaro poteva finire nelle casse pubbliche per realizzare opere o servizi ai cittadini. Ora mi aspetto un segnale forte. Un segnale di legalità e di rispetto delle regole che noi romani attendiamo con forza».

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