Appendino indagata La città si divide

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TORINO «Sono tranquilla», assicura la sindaca Chiara Appendino ma la bufera politica per il nuovo avviso di garanzia per concorso in peculato nell’ambito dell’inchiesta per la consulenza affidata dalla Fondazione del Libro all’ex portavoce Luca Pasquaretta è servita.

Sarà ascoltata in settimana dai pm, «offrirò loro tutti gli elementi in mio possesso e di mia conoscenza per difendermi da questa ipotesi e provare la correttezza del mio operato», ma il parterre si divide. «Pensiamo che Appendino e la sua squadra siano pessimi per come hanno lavorato male o non lavorato in questi anni per la Città. Pensiamo che sarebbe utile che il M5S smettesse di guidare Torino per incapacità e insipienza politica e non solo per le inchieste penali», tuona il capogruppo del Pd Stefano Lo Russo.

Ma arrivano anche parole di solidarietà verso la sindaca «che prima ancora di affrontare un processo è processata fuori da un’aula di tribunale», sottolinea la deputata Fi Manuela Gagliardi. Non risparmia i pentastellati che chiesero la “testa” di Siri: «Moralisti senza morale». «L’inesorabile fallimento delle istituzioni è sotto gli occhi di tutti -  aggiungono Paolo Biccari e Marco Paganelli, responsabili di Giustizia & Sicurezza - . Chi ha sbagliato paghi, ma nessuno sia condannato fino alla sentenza definitiva».

CRISTINA PALAZZO

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