Quel sonnifero formato toblerone

  • Maurizio Guandalini

L’estate e la brutta tv si somigliano. In queste ore si sta discutendo la programmazione che verrà. Si scelgono, e collocano, artisti vogliosi di questo o  quell’altro leader politico. In Rai è la normalità calcificata. Un sonnifero formato toblerone.  Quanto le mostarde delle repliche. Da venire i calli agli occhi. Per l’invasione di cimici e cavallette. Frane e colate di fango. Le turbolenze del clima. Il riscaldamento globale. Presagio dell’arrivo dell’era glaciale. L’impero romano finì per piogge, inondazioni, eruzioni vulcaniche. E per la peste portata dai topi. Nell’anticamera vacanziero ci ristorano due notiziole. La prima. Greta, la sedicenne svedese ambientalista, si è ritirata un anno da scuola, per dedicarsi a noi. La seconda. Trump crede al cambiamento ambientale. Ci penserà il Centro Europeo per le Previsioni Meteo a Medio Termine. Da poco a Bologna. A darci qualche ragguaglio preciso su nuvole e sole di oggi. Possibilmente non domani. Perché la notizia sarebbe stracotta. E non se la comprerebbe nessuno. Gli editori della carta stampata per evitare il saccheggio  dei giornali da parte della tv, hanno dato l’ok per la visione della prima pagina nelle rassegne. Ma il resto della lettura non deve superare i 10 secondi.  Per fermare l’emorragia della vendite di copie date una occhiata ai giornalisti dei fogli che sostano da mattina a notte nei salotti tv.  Prestano la loro opera intellettuale, gratuitamente, per editori dell’etere, per altro senza rialzare di una copia le vendite nelle edicole dei quotidiani che rappresentano in quei ritrovi. Spezzino quel tortuoso e perverso tiki taka di opinionisti. Da parti in commedia. L’incartato dei sedici noni della nuova fiction di Canale 5. Nutrita dai Mark Caltagirone, Francesca De André,  Cicciolina. Domani Denis Dosio e Taylor Mega. E’ la realtà virtuale. Credulona, ridanciana, soffritta di luoghi comuni. Che mette la polvere sotto il tappeto. Per non vedere. Per non capire. Tale e quale per il clima. Sarà un caso che da noi i Verdi non se li fila nessuno?

MAURIZIO GUANDALINI

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