Sparò dal balcone Fiaccolata pro tabaccaio

  • TORINO

Se l’autopsia riapre le ipotesi su quanto accaduto nella notte in cui il tabaccaio Franco Iachi Bonvin, 67 anni, ha sparato e ucciso il 24enne che, con due complici, ha tentato il furto nella sua ricevitoria di Pavone Canavese, il paese ribadisce di essere accanto al commerciante. Lo ha fatto ieri sera con una fiaccolata a cui hanno preso parte circa un migliaio di persone - tra questi anche il sindaco di centrodestra di Ivrea, Stefano Sertoli, e alcuni consiglieri regionali leghisti - che hanno percorso la città in silenzio, in coda allo striscione «Siamo tutti Franco!». Già nel pomeriggio diversi cartelli sono stati affissi nelle vetrine delle attività commerciali per esprimere solidarietà al collega. Ma non mancano le polemiche. «Se fosse vero che il tabaccaio di Ivrea ha sparato dall'alto e alle spalle - tuonano dal Partito Democratico - saremmo di fronte alle prime due vittime delle menzogne di Salvini sulla legittima difesa». Ma sulla dinamica bisognerà aspettare la perizia balistica. Anche il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, nonostante alcune indiscrezioni emerse sull’esame autoptico eseguito ieri mattina dal medico legale Roberto Testi, ci va cauto: «Dalle prime risultanze pare non ci sia stata un'aggressione alla persona ma solo al patrimonio - e precisa che  - in casi come questo bisogna valutare attentamente ogni dettaglio».

CRISTINA PALAZZO

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