“Oggi ho scoperto chi ci salva dalle madri”

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ROMA L’appuntamento è per le 15 in redazione. Destinazione, una libreria in Sabina per presentare il suo ultimo romanzo “Il primo dolore”, (edito da La Nave di Teseo). Un breve viaggio insieme per scoprire chi è oggi Melissa Panarello, 33 anni, conosciuta al grande pubblico come Melissa P, autrice a soli 17 anni di un best sellers internazionale che fece scandalo, “Cento colpi di spazzola”, racconto dei turbamenti erotici di un’adolescente. Arriva in auto mangiando un gelato, accompagnata dal suo fidanzato, stampato in viso un sorriso placido, che è solo delle donne felicemente incinte. Minuta, sneaker ai piedi,  vestito lungo a righe, la sua immagine sembra essersi fermata a 17 anni, se non fosse per la pancia appena sporgente.

Un libro sulla maternità e l’esperienza del parto, e poi la gravidanza. I maliziosi dicono che non lascia niente al caso.
«Sono abituata a chi pensa sempre il peggio di me. Eppure io sono una persone tranquilla, in pace con me stessa e con gli altri. Ho scritto questo libro due anni fa, quando non pensavo ancora a diventare madre. Non avevo conosciuto neanche il mio attuale compagno».

Allora come è nato il libro?
«Sono sempre stata interessata al tema del parto e della maternità. Una notte, non so perché, mi sono svegliata all’improvviso, immaginando un parto. È come se la protagonista, Rosa, fosse venuta a trovarmi con tutto il suo carico di emozioni e dolori».

La figura della madre inadeguata attraversa un po’ tutti i suoi libri.
«È vero, ma posso dire che con questo ultimo libro dentro di me ho risolto definitivamente la questione. Forse era un passaggio necessario prima di pensare a concepire  un figlio».

Che rapporto ha con sua madre?
«Il nostro è stato sempre un rapporto complicato, difficile. Mia madre non è mai stata una donna nata per avere dei figli. Io sono poi andata via di casa molto presto. A 18  anni vivevo già da sola. Ma oggi sono serena: ci vediamo poco,  ogni tanto ci sentiamo. È stata contenta di sapere che aspetto un figlio. A un certo punto ho capito che dovevo interrompere la catena di sofferenza che mi portavo dietro. Sono riuscita a salvarmi. Mi terrorizzava l’idea di diventare come quelle persone che  a 70 anni ancora nutrono brutti sentimenti verso i propri genitori».ù

Cosa ricorda del periodo del successo planetario del suo libro d’esordio?
«In realtà poco, ho vissuto tutto come se fossi in un tritacarne. Non mi rendevo conto di quello che mi succedeva intorno».

Perché ha partecipato all’Isola dei famosi nel 2015?
«Principlamente per soldi. Oggi con i libri si fa fatica a vivere. In Italia non si legge più. Il mio ultimo libro, nel 2013, ha venduto solo 1000 copie. Comunque l’Isola è stata un’esperienza molto dura, durata solo 22 giorni. Ricordo che passavo tutto il giorno a pensare al cibo, alla fame. Cosa che nella vita quotidiana non mi capita mai. E poi ti leghi tantissimo alle persone che sono con te».

Con chi è rimasta più in ottimi rapporti?
«Con Rocco Siffredi, che in realtà già conoscevo».

VALERIA BOBBI

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