Milano, terra dei fuochi Una raffica di arresti

TRIBUNALE I rifiuti della Campania valgono “oro”, anche più della droga. Specie se vengono smaltiti illegalmente in Lombardia. E tutto nella sicurezza dell’impunità, dal momento, come rilevano i magistrati della Dda, che le pene previste sono basse e rendono il business allettante: lo dimostra il fatto che alcuni degli arrestati erano già coinvolti nell’inchiesta scattata dopo il rogo di via Chiasserini di ottobre, alla Bovisasca, che avvelenò l’aria di Milano. È davvero molto grave il quadro che emerge dalla grande operazione conclusa dai Carabinieri del Noe, coordinati dai magistrati della Dda milanese. Sono 12 le persone in carcere e 8 ai domiciliari: tutte ritenute responsabili di traffico illecito di rifiuti, realizzazione di discariche abusive e intestazione fittizia di beni. Sequestrate due aziende operanti nel campo del trattamento dei rifiuti e quattro società di trasporto, nelle province di Pavia, Belluno, Verona, Bergamo, Caserta e Monza, oltre ai vari automezzi usati nelle attività criminali, per un importo complessivo di circa 3 milioni. Gli indagati in tutto sono 24. I rifiuti venivano “trattati” attraverso lo stoccaggio e il successivo abbandono in capannoni industriali dismessi che si trovano nel Milanese a Pontevico, Gessate, ben due a Cornaredo, e poi a Tabellano (Mantova), Torbole Casaglia (Brescia), Verona e Meleti (Lodi).

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