La polpetteria che fa il giro del mondo

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L’ombelico del mondo della cucina è un locale di trentacinque metri quadrati con venti posti a sedere nel centro di Monza. E’ qui che Viviana Veronesi, imprenditrice brianzola 44enne con un passato nella comunicazione, ha aperto quattro anni fa insieme allo chef Paul una polpetteria particolarissima che fa davvero il giro del mondo. «Questo locale ce lo siamo inventati da zero. Prepariamo polpette con ingredienti che rispecchiano le cucine dei Paesi del mondo. Quindi un progetto con un respiro internazionale. D’altronde le polpette sono diffuse in tutti i continenti e cucinate ovunque in un modo differente», racconta Viviana.
Così nello stesso tavolo i commensali possono viaggiare dal Messico al Giappone, dalla Grecia alla California, ciascuno scegliendo il proprio percorso gastronomico. «Siamo spinti dall’obiettivo di soddisfare gusti diversi e quindi palati diversi, utilizzando però il minor numero di ingredienti. Ma questo non significa rinunciare alla sperimentazione. Abbiamo introdotto per ed esempio il coriandolo, molto apprezzato dai clienti», precisa Viviana, che racconta il suo locale anche online su Paulpetta.it.
Il nome arriva dallo chef Paul, alter ego di Viviana. La sua storia inizia dalle parti di Brick Lane, nell’hinterland londinese. Qui Paul nasce da genitori italiani e viene cresciuto dalla nonna a pane e polpette. Da qui il sogno che diventa realtà: aprire una polpetteria per far conoscere il suo mondo fatto di sapori diversi. Un’alimentazione sfiziosa, gourmet, sana, etica. Perché in fondo siamo sempre quello che mangiamo. Pochi mesi fa l’intuizione geniale. Da Los Angeles a Monza, andata e ritorno. Perché nella polpetteria si può assaporare il primo hamburger fatto di “carne-non-carne”. Si tratta di carne vegetale creata dall’azienda californiana Beyond Meat. Questa startup, partecipata dal geniale multimiliardario hi-tech Bill Gates, ha creato un prodotto basato sulle proteine dei piselli. «Siamo stati tra i primi in Italia ad importare questa carne vegetale che richiama come sapore quella animale. In questo prodotto non c'è soia, no c’è ogm, di fatto è una “carne-non-carne” col primo ingrediente costituito dall’acqua, seguita dai piselli trattati e ridotti a farina per l’apporto proteico, grassi di olio di cocco e le fibre del bambù».
Una scelta che fa anche del bene al pianeta. Perché la polpetta vegetale permette una riduzione del consumo di acqua, del suolo e dell’energia, con un abbattimento dell’emissioni di gas serra. Racconta Viviana: «Soltanto in America si consumano ogni anno oltre 5 miliardi di hamburger. Questo prodotto col tempo si imporrà perché è buono e fa del bene. E le rivoluzioni che partono dalla tavola generano trasformazioni epocali».

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti