Aslico, festa per l'Elisir Poi verrà un Rigoletto “baby”

MUSICA Passa in questi giorni agli Arcimboldi, dove resta in programma fino alle due recite di sabato 25 (ore 16 e 20.30), aperte a tutto il pubblico, l’Elisir d’amore di Opera Domani. Non il capolavoro donizettiano nell’edizione originale, ma quello, in formato compatto, pensato per i ragazzini di 6-13 anni delle scuole e intitolato “Elisir d’amore. Una fabbrica di idee”, in cui la vicenda si ambienta, grazie al lavoro sulla drammaturgia, in una fabbrica di sciroppo. La formula è sempre quella, rodatissima, ormai da quasi un quarto di secolo: i ragazzini, preparati dai loro insegnanti, che a loro volta sono preparati dagli esperti dell’Aslico (Associazione lirico-concertistica lombarda), cantano in coro seduti in platea, imbeccati dalla bacchetta della direttrice d’orchestra Azzurra Steri. Ed è straordinario, come è successo a noi di Metro, vedere gli Arcimboldi stracolmi di baby-spettatori che strillano, eccitati come a un concerto rock, quando i loro beniamini si presentano sul proscenio, alla fine, a ricevere il meritato applauso.

La formula, arricchita da preziose collaborazioni internazionali, da tournée per tutta Italia e all’estero che raccolgono un pubblico di centinaia di migliaia di giovanissimi, si riproporrà anche l’anno prossimo. Il cartellone 2019-2020 di Opera Education è stato presentato proprio agli Arcimboldi da Fedora Sorrentino, presidente di Aslico e Teatro Sociale di Como, e da Barbara MInghetti, che del format è la storica ideatrice (il curatore del progetto didattico è il famoso musicologo Carlo Delfrati). Ci sono grosse novità. Anzitutto il titolo. Dopo «qualche esitazione», come dicono, comprensibilmente, le organizzatrici, la scelta è caduta sul Rigoletto verdiano, capolavoro popolare e immortale sì, ma, anche, storia aspra, scabrosa, violenta, tragica, come può essere quella di un buffone di corte, gobbo, che uccide per sbaglio la sua stessa figlia, disonorata da un nobilastro libertino. Ebbene, questa storia, con le dovute cautele e le delicate allusioni (e omissioni…) del caso, sarà “declinata” nelle diverse produzioni suddivise per le consuete fasce d’età: dunque, oltre a Opera meno 9 per mamme in attesa, avremo la Storia di Gilda e Rigoletto per Opera Baby (0-3 anni) con la regia di Eleonora Moro; Il guardiano e il buffone – ossia Rigoletto (che ride e piange) per Opera Kids (3-6 anni), ambientato in una fabbrica di giocattoli da Simone Faloppa e Riccardo Olivier; Rigoletto, i misteri del teatro per Opera Domani (6-13 anni), per la regia di Manuel Renga; infine, e qui c’è l’altra grande novità, avremo il format Opera smart per la fascia 14-30 anni.

Lo spettacolo di "Opera crime" Delitto all’Opera (chi avrà ucciso veramente Gilda?) si avvarrà di una formula “alla Netflix”, grazie anche ad una apposita “app” per smartphone che verrà lanciata a febbraio 2020 da Imaginarium e con la quale si vogliono coinvolgere gli spettatori nella scelta fra finali alternativi. Obiettivo, ambizioso, è “allargare” lo sguardo all’età più difficile per un educational operistico, quella che va dall’adolescenza (che si continuerà a coltivare con l’alternanza scuola-lavoro) alla prima età adulta, uscendo dall’orario scolastico e invadendo quello serale, andando a caccia di nuovo pubblico «anche nelle università», come promette Martina Beria, project manager dell’Aslico, «con iniziative speciali».

Questo primo progetto di Opera smart, fra l’altro coprodotto con il Festival “sull’acqua” di Bregenz, sarà affidato alla vulcanica, eclettica figura di Enrico Melozzi, qui non solo compositore, ma anche ideatore di drammaturgia e concept. Teramano, classe ’77, in origine violoncellista ma in realtà polistrumentista, con esperienze che vanno dal Festival di Sanremo al cinema, al teatro, direttore dell’Orchestra Notturna Clandestina, racconta che in questo periodo sta scrivendo («lo faccio per me»), nientemeno che «un sequel del Don Giovanni».

Di sé, divertito, Melozzi dice: «Sono un compositore vivente…e non sono di quelli che scrivono roba cacofonica, dissonante». L’Opera “in giallo” che creerà prevede pubblico in piedi e musica orchestrale registrata («a volume adeguato, perché ai giovani devi dare una “botta”»). Quanto alla musica che si ascolterà, garantisce che «non sarà un pastiche, quello son capaci tutti di farlo», ma comunque “partirà” dal Rigoletto, questo è sicuro, «come un pretesto», per poi avventurarsi in percorsi eclettici e cangianti, anche elettronici. Tribolet vive, insomma. Si trasforma. E lotta insieme a noi. Info su: www.operaeducation.org.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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