Sicurezza e famiglia i decreti dopo il voto

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Rinvio a dopo il voto europeo dei due decreti Sicurezza bis e Famiglia. Lo slittamento dei provvedimenti - cari, il primo, a Matteo Salvini e, il secondo, a Luigi Di Maio - è stato deciso nel corso di due telefonate tra il presidente del Consiglio e i suoi due vice premier. «Salvini non ha opposto resistenza alla proposta di Conte improntata al buonsenso e alla ragionevolezza», riferiscono fonti di Palazzo Chigi. Anche se poi in una diretta facebook Salvini ha mostrato il decreto dicendo che è pronto e aggiungendo «Per me il cdm si può fare anche domani». «Alcune criticità che sono state segnalate nelle ultime ore sono superate nel testo che è pronto ed è a prova di costituzione, dell’Onu, e dei tribunali e anche di Fabio Fazio», ha detto Salvini. «Conte resta una figura di garanzia», ha poi detto il vice premier della Lega.      
La decisione sui due decreti è stata presa dopo il pranzo tra Conte e Sergio Mattarella, che avrebbero discusso di diversi provvedimenti. 
Ma le tensioni restano. «Io agli attacchi non rispondo - dice Salvini - Pensiamo a lavorare. Pace dopo il voto? Non è tutto cancellato, quando si va sul personale, ma spero che rientri tutto». Più esplicito Giancarlo Giorgetti: «Io non accuso nessuno ma dico che così non si può andare avanti. Lo si può fare solo se dopo le Europee si torna a lavorare. Il governo del cambiamento non può vivere di stallo ma fare le cose».
Sul fronte 5 Stelle, il decreto famiglia potrebbe essere trasformato in disegno di legge parlamentare, per la mancanza dei requisiti di urgenza. Di Maio intanto insiste sui cavalli di battaglia: «è una fake news che ci sia una rinuncia massiccia al reddito di cittadinanza», e «Pd, Forza Italia e Lega sulla corruzione si sono comportati allo stesso modo tenendosi gli inquisiti».
Per le Europee parla Berlusconi: «I sovranisti non conteranno nulla».

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