«Ho ucciso mio figlio perché non dormivo»

  • Milano

Ha confessato l’indicibile  Aliza Hrustic, ossia di aver picchiato in un raptus fino ad ucciderlo il suo bambino  di due anni. Lo ha fatto durante la notte, ha raccontato, dopo essersi fatto di spinelli e senza mai aver dormito. Poi alla mattina alle 6 ha chiamato i soccorsi ed è scappato portandosi dietro altri  due dei suoi 4 figli e lasciando nell'appartamento occupato abusivamente di via Ricciarelli, la moglie Sijlvia Z., 23enne incinta del quinto figlio.  Quando sono arrivati sanitari e polizia hanno trovato, in mezzo a sporcizia e degrado, il corpicino del bambino,  sul divano, con i piedi fasciati e  legati e numerosi lividi e ferite sul corpo, e  la moglie che ha subito accusato il marito. Hrustic  è stato arrestato qualche ora dopo, in zona Giambellino, dove abita il padre e il clan d'origine. Solo da a due mesi si era trasferito nelle case Aler di via Ricciarelli, area degradata da anni al centro di un racket di occupazioni abusive.
 Il 25enne, rom di nazionalità italiana ma di origine croata come la moglie, è descritto dai vicini di casa come una persona molto violenta e spesso sotto l'effetto di droghe. Uno zio ha raccontato  di essere stato picchiato da lui a cinghiate e da due anni non si rivolgevano la parola. I vicini hanno raccontato che spesso sentivano provenire dalla casa le urla della moglie e dei figli picchiati dall’uomo.  Le due figlie con le quali Hrustic era fuggito sono state affidate ai servizi sociali. Il piccolo di due anni ucciso era il penultimo figlio della coppia, che ha vari precedenti.

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