Sea Watch sotto sequestro sbarcati tutti i migranti

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ROMA Si è sbloccata, con il sequestro della nave, la vicenda della Sea Watch ferma da giorni in rada davanti a Lampedusa con 47 migranti a bordo. La Procura di Agrigento ha disposto infatti il sequestro probatorio dell’imbarcazione - «previo sbarco dei migranti» - per accertare l’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La Sea Watch, come ha spiegato il procuratore Luigi Patronaggio, sarà trasferita sotto scorta nel porto di Licata; mentre i migranti «saranno affidati a personale della Questura di Agrigento per l’identificazione e per i necessari atti di polizia giudiziaria. Le indagini proseguiranno - ha precisato - sia per l’individuazione degli eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti, sia per la valutazione della condotta della ong».

Salvini contrario sino all'ultimo

L’iniziativa della magistratura mette fine ad uno “stallo” rivendicato sino all’ultimo con ostinazione dal Viminale: «C’è una nave fuori da Lampedusa di una ong tedesca con bandiera olandese che è da giorni che mi dice “ministro facci entrare” - aveva affermato il vicepremier Matteo Salvini - mi ha scritto l’Europa, mi ha scritto il giudice, mi ha scritto l’Onu, mi ha scritto un cardinale qua e un cardinale là, e a tutti ho dato la stessa risposta: con il mio permesso non sbarca nessuno». Il vicepremier Di Maio e il premier Conte avevano invece aperto uno spiraglio allo sbarco e per l’accoglienza era giunta anche la disponibilità delle Chiese evangeliche.

È scontro con l’Onu

Su Roma, intanto, erano arrivate le “pressioni” dell’Onu, il cui Alto commissariato per i diritti umani ha scritto una lettera al governo in cui critica le direttive emanate dal ministero dell’Interno per vietare l’accesso delle navi ong ai porti italiani e chiede di interrompere l’iter del decreto Sicurezza bis perchè «viola i diritti dei migranti». Secondo la missiva «la direttiva può incidere in maniera grave sui diritti dei migranti, compresi i richiedenti asilo e le vittime - o potenziali - di detenzione arbitraria, tortura, traffico di essere umani e altre gravi violazioni dei diritti umani». Nella replica all’Onu, Salvini e Di Maio si trovano d’accordo: inaccettabile la lettera inviata dalle Nazioni Unite all’Italia. «A me sembra surreale che l’Onu commenti un decreto che non abbiamo ancora discusso in Consiglio dei ministri - ha detto Di Maio - e che io neanche ho letto nel suo testo ufficiale». Ancora più caustico Salvini: «Un organismo internazionale che costa miliardi di euro ai contribuenti, che ha come membri la Corea del Nord e la Turchia, e viene a fare la morale sui diritti umani all’Italia, a Salvini per il decreto Sicurezza, fa ridere, è da Scherzi a parte».

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