Mohovic rilegge il Messiah di Händel

  • Torino/Danza

TORINO Affascinato dal potente oratorio barocco del “Messiah” di Georg Friedrich Händel del 1741, incentrato sulla figura di Gesù Cristo, il coreografo bolognese Paolo Mohovich porta in data unica, domani, alle 21, al Teatro Astra, la sua messinscena, intitolata “Messiahaendel”, in forma di balletto, a chiusura dell’edizione 2019 di “Palcoscenico Danza”.

In scena i diciotto giovani danzatori dell’Eko Dance International daranno vita, in una scenografia scarna, ad un atto unico che condensa le oltre due ore integrali dell’oratorio in settanta minuti di spettacolo, esplorando il concetto di spiritualità presente nei versetti biblici selezionati dal librettista Charles Jennens, al di là della religione.

Alla ribalta,  nulla di descrittivo o  narrativo, ma un’esaltazione del vigore plastico, del gusto dominante per gli effetti prospettici e i chiaroscuri fortemente accentuati dell’arte rinascimentale e barocca dei suoi volumi. 

Nel balletto non esistono narrazioni né descrizioni dei versetti biblici, ma allusioni simboliche che conducono a un’atmosfera sospesa tra finito e infinito, tra umano e divino, tra sogno e realtà.

Si assisterà così a un susseguirsi d’atmosfere dinamiche determinate dal continuo evolversi dei vari quadri che evocano senza raccontare, in cui il linguaggio del corpo e l’ispirazione musicale si fondono per coinvolgere e avvolgere lo spettatore negli stati d’animo profondamente contrastanti che caratterizzano proprio questo oratorio di Händel (Info: fondazionetpe.it).

ANTONIO GARBISA

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