Inchiesta a Legnano arrestato il sindaco

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Arrestati perché hanno messo in atto delle procedure per far assumere in Comune o nelle aziende partecipate delle persone "gradite". Questo il motivo che ha portato all'arresto di tre persone: il sindaco leghista di Legnano, Gianbattista Fratus e l'assessore alle opere pubbliche Chiara Lazzarini (ai domiciliari) e il vicesindaco Maurizio Cozzi (in carcere). Durante la conferenza stampa in Procura a Busto Arsizio, il sostituto procuratore Nadia Alessandra Calcaterra ha sottolineato che  "le nomine principali delle società partecipate dal Comune di Legnano e quelle all'interno dell'amministrazione comunale sono state pilotate dai soggetti sotto indagine".

Esempi.    Tra gli esempi citati il fatto che nel corso della campagna elettorale per le elezioni amministrative 2017 il sindaco aveva stretto un accordo al ballottaggio con uno dei candidati al primo turno. Per garantirsi l'appoggio, ha sottolineato il pm Nadia Alessandra Calcaterra, "avrebbe promesso una nomina all'interno di una società municipalizzata e alla fine dello scorso anno il prezzo è stato pagato: il sindaco ha costretto a dimettersi una consigliera di una società partecipata (Aemme Linea Ambiente, ndr) e al posto suo ha nominato figlia del candidato sindaco escluso" al primo turno. Le procedure finite nel mirino sono: la selezione del dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune; presso AmgaLegnano per la selezione del nuovo dirigente generale; presso la partecipata Euro.Pa Service in ordine alla selezione per l'affidamento di un incarico professionale.

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