Rifiuti, d'estate il rischio caos

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ROMA Dalla fine di maggio la raccolta e il trattamento dei rifiuti nella Capitale, già in affanno cronico, potrebbero ripiombare nel caos.

La situazione si è fatta più grave in seguito a un’interdittiva antimafia che riguarda la Co.La.Ri. di Malagrotta, in seguito alla quale saranno conferite nel sito 500 tonnellate in meno di rifiuti, alemeno fino a settembre. Il Comune potrebbe correre ai ripari trasportando l’immondizia alla Rida Ambiente di Aprilia, alla Saf Srl e alla Porcarelli Srl di Frosinone, ma il volume si attesta intorno alle 100-150 tonnellate al giorno, ma finora non c’è ancora stato un sì da parte delle società interessate. Inoltre già da Pasqua a Malagrotta arrivano 200 tonnellate di rifiuti in meno, conferiti nell’impianto Ama di Rocca Cencia. Qui, secondo Natale di Cola, segretario Fp Cgil del Lazio, le vasche sono al limite.  A questo si aggiunge il parere negativo per la realizzazione dei due impianti di compostaggio per l’umido che il Campidoglio voleva realizzare a Cesano e a Casal Selce, sui quali poggiava il piano industriale di Ama.

Resta poi il rebus sul bilancio Ama. Quello del 2017 deve ancora essere approvato, dato che la società partecipata che gestisce il trattamento dei rifiuti ha ancora un contenzioso aperto sul credito di 18 milioni di euro che il Campidoglio non intende riconoscergli.

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