La casa del futuro con gli scarti del riso

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Una casa che nasce dagli scarti del riso. E che integra sostenibilità, efficienza energetica e domotica. Un’intuizione geniale di un’architetta che guarda ai materiali naturali del passato per ripensare le abitazioni del futuro. Nasce cosi Ricehouse, impresa biellese nata nel 2016 e dedicata alla costruzione di immobili partendo dai bio-composti che derivano dagli scarti del riso.
L’idea è di Tiziana Monterisi, 44enne nata a Lecco e da quindici anni a Biella, una laurea in architettura ed esperienze in Spagna e Francia. «Mi sono trovata a vivere tra le risaie che vedevo bruciare in autunno. Io già lavoravo con i materiali naturali e così ho pensato di attivare un business partendo dagli scarti. Questo scarto a me piace chiamarlo eccedenza. Diventa in fondo un nuovo oro giallo». Tiziana ha fatto rinasce una nuova filiera e offerto nuove modalità di lavoro agli agricoltori. «Anziché bruciare gli scarti del riso, questi contadini raccolgono e stoccano la lolla e la pula. In questo modo azzeriamo l’emissione di Co2 e torniamo al passato, perché un tempo case e cascine piemontesi si costruivano con questa tecnica già adottata nel Settecento in Nebraska», ricorda Tiziana.
Questi materiali si integrano poi ad altri leganti naturali a base di argilla o magnesite e proteine di soia: si va dagli intonaci alle finiture, fino agli isolanti per l’edificio. La squadra è composta da sette persone, tra cui cinque architetti che lavorano sui materiali che vanno a ricoprire gli involucri della casa. «Le nostre soluzioni green sono  testate. Abbiamo anche registrato i marchi e creato un brand che si chiama Risorsa e che vuole reinterpretare il concetto della casa». In Italia Tiziana col suo team ha sperimentato queste soluzioni partendo proprio da casa sua. «Così è nata la mia casa a Biella. Si tratta di un edificio in classe energetica A, isolato al 90% con paglia e termo-intonaci alleggeriti». Un sogno diventato realtà e disponibile oggi in 100 Paesi del mondo. Intanto da noi ci sono svariati edifici con questi materiali e sono sparsi prevalentemente nel nord-Italia. «Si trovano in Valle D’Aosta, in Liguria, nel varesotto. Ma siamo anche in Toscana, in un cantiere che ospiterà presto un centro benessere ad impatto zero», precisa Tiziana.
Per lei l’orgoglio più grande è una scuola per bambini sorta vicino a Camerino e ricostruita grazie alla fondazione Rava con la sua paglia di riso, dopo il terremoto che ha colpito il centro-Italia. Perché le nuove costruzioni oggi accolgono anche le nuove generazioni.

 

GIAMPAOLO COLLETTI
@gpcolletti

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