Il rap di Izi si muove tra rime e elettronica

  • Musica/Torino

TORINO Alle spalle ha una storia difficile, fra problemi familiari e di salute, fuga da casa, lavoretti saltuari, vita di strada. Poteva finire male, invece Diego Germini, in arte Izi, proprio da tutte queste esperienze ha tratto preziosa linfa per le sue liriche, diventando uno dei rapper più interessanti in circolazione. Dalla sua ha un bagaglio di buone letture, film e ascolti che mette in musica, fra rime, elettronica, ritmo e melodia. Da poco ha pubblicato un nuovo cd, “Aletheia”, che domani a partire dalle 18 presenterà alla Feltrinelli di piazza CLN 251. 

«Aletheia nasce dalle cose semplici – spiega - Ho sempre scritto come se fossi una telecamera su ciò che mi circonda. Stavolta ancor di più. Una sonda, un’analisi dal mio punto di vista. La popolarità, la fama e il successo mi mettono a disagio e questo mi ha portato a studiare e a osservare quanto succede a me e attorno a me. Mi sento un po' antropologo a fare questo lavoro, soprattutto in questo periodo socio culturale». 

Il tutto con un approccio da rap d'autore, che s'ispira a classici come Battiato e Brassens, fino ad artisti contemporanei come Masego e James Blake. 

Nel disco c'è anche una personale cover di “Dolcenera” di Fabrizio De Andrè, maestro a cui Izi ha voluto rendere tributo.

«Sono cresciuto coi cantautori. Ed essendo di Genova non posso non amare De André. In fondo il suo approccio al mondo degli ultimi non è troppo dissimile da quello del rap».

DIEGO PERUGINI

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