Senese, 50 anni di musica doc

  • James Senese

ROMA Sono nato nel 1945, anno della fine della guerra, da padre americano e madre napoletana. Sin da piccolo ho sempre cercato di contrastare quel che ritenevo ingiusto, primo fra tutti il pregiudizio. Sicuramente il colore della mia pelle ha contribuito a sviluppare questo sentimento. Immaginatevi come poteva sentirsi nel 1960 un ragazzo di 15 anni, napoletano, guardandosi allo specchio, vedendosi diverso dai suoi coetanei e da quello che la società del dopoguerra imponeva. Insomma, ho avuto la mia parte di complessi da superare, cercando di sentirmi uguale agli altri che spesso non mancavano di far notare la mia diversità». Parola di James Senese, fondatore di Napoli Centrale, una vita nella band di Pino Daniele, in concerto domani alle 21 al Parco della Musica.

Il sassofonista napoletano sarà in scena con Napoli Centrale per una delle date del tour con cui festeggia i 50 anni di una carriera davvero straordinaria. «Il sassofono – spiega – è lo strumento che ha cambiato per sempre la mia vita. Lì ho condensato tutte le mie angosce, le mie paure, soffiandole via, letteralmente. Ho capito che potevo liberarmi di tutti i problemi, che potevo scacciare i timori che attanagliavano la ma anima. Sono di famigla modesta, per non dire povera e suonando decisi che avre voluto parlare degli ultimi, di quella parte di popolo che vive a testa bassa per portare a casa la pagnotta. Ma avrei parlato anche di amore e rispetto per le persone. Il denaro non mi è mai interessato. Ho rinunciato a contratti importanti che mi avrebbero fatto tradire quello in cui credevo e credo: la coerenza e l’onestà artistica».

 

 

STEFANO MILIONI

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