Una bicicletta elettrica alla conquista dell’Italia

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Nell’era della sharing economy, con una straordinaria crescita di bikesharing a postazione fissa e free floating (+147% solo nel 2017 e una flotta di circa 40 mila mezzi sul territorio), il mercato interno delle biciclette continua a tenere. Sono infatti 1.595.000 le biciclette vendute nel 2018 e, malgrado una flessione del 5,5% del volume di vendite complessivo sull’anno precedente, l’industria italiana di riferimento si conferma un’eccellenza. Continuano a crescere in maniera significativa le E-Bike che fanno segnare nuovamente un +16,8%, con 173.000 pezzi venduti. A pochi giorni dalla partenza del Giro d’Italia 2019, la fotografia annuale scattata da Confindustria Ancma, l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, descrive infatti una produzione pressoché invariata, che si attesta su oltre 2.445.000 di pezzi, e una bilancia commerciale che fa segnare un +4 milioni di euro sul 2017. Sul fronte del mercato interno, il segno meno interessa principalmente la bicicletta tradizionale (-7,6%) mentre continuano a crescere in maniera significativa le E-Bike. Anche la produzione vola al 290% in più rispetto al 2017. L’export delle bici a pedalata assistita raggiunge un valore di 42 milioni di euro, +300%. Le esportazioni complessive (bici tradizionali ed E-Bike), si attestano su 183 milioni di euro.  
Il presidente di Confindustria Ancma, Andrea Dell’Orto, chiede «al Governo e alle Istituzioni locali uno sforzo in questa direzione, perché le ricadute economiche e occupazionali possono essere molto rilevanti».
Uno dei problemi dell’Italia, oltre alla conformazione del territorio, è quello delle infrastrutture. Basti pensare a quello che c’è a disposizione dei ciclisti in molti Paesi europei a partire da Olanda e belgio. Ma anche in Germania, dove ad esempio è stata da poco realizzata una vera “autostrada delle biciclette”, cento chilometri di tragitto con cinque metri di carreggiata, senza semafori, ga di scarico  e autisti da evitare. Attraversando la regione industriale della Ruhr collega 10 città, tra cui Dortumund e Duisburg.

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