La contagiosa twittermania ormai assilla la politica

  • CARLO BARBIERI

Da quando anche Trump fa twitter-politica, la mania ha contagiato i politici di tutto il mondo, e i nostri più degli altri. Leader e aspiranti spolliciano commentando, attaccando e difendendosi, consapevoli che per conquistare e mantenere il consenso bisogna buttare continuamente qualcosa in pasto a un'audience sempre più affamata. Ovviamente le notizie preferite dai nostri politici sono quelle che gli fanno fare bella figura, e che vogliono dare per primi, perché una cosa è comunicarle attraverso i media, e un'altra farlo direttamente.

Purtroppo, come diceva un mio prof, “La gatta frettolosa fa i gattini ciechi”. Succede allora che il Ministro dell'Interno twitti trionfalmente di un blitz della polizia mentre questo è in corso, rischiando di danneggiare l'operazione e facendosi bacchettare dal Procuratore di Torino. O che la Ministra della Difesa twitti congratulandosi con la Marina per aver salvato nostri pescherecci attaccati da motovedette libiche, per poi cancellare il tweet quando la notizia risulta falsa. 
Il prof di prima diceva anche "Prima di parlare, collega il cervello". In questo caso direi “Prima di parlare, informati”. Evidentemente l'ansia di dare in pasto informazioni “lucida-immagine” gioca brutti scherzi. Però guardando all'opposizione che rimane impalpabile come un ologramma, è possibile che abbia ragione chi le spara grosse ma occupa la scena.

CARLO BARBIERI

 

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