«Israeliani e palestinesi? Meglio scherzarci su»

  • Tutti pazzi a Tel Aviv Kais Nashif

CINEMA Scrivere una soap molto popolare attraversando ogni giorno il checkpoint israeliano a Tel Aviv  e con l’aiuto dello stesso comandante che lo controlla ma che sogna di fare ben altro. E lo farà. Con lui in tanti scopriranno possibilità di vita diverse e ci sorprenderanno in questa cavalcata israelo-palestinese raccontata in “Tutti pazzi a Tel Aviv”, agrodolce commedia passata alla scorsa Mostra di Venezia nella sezione Orizzonti, con tanto di premio al protagonista Kais Nashif e dal 9 maggio al cinema. Dirige Sameh Zoabi che da palestinese ha realizzato, di fatto, una commedia in Israele e oggi racconta la fatica di questa scelta «perché la gente è molto seria quando si parla di rapporti tra israeliani e palestinesi e molti non sopportano che se ne scherzi. Io, invece,penso che per raccontare queste realtà la commedia sia il modo migliore».

Lo è anche per mixare mondi lontani? «Certo, qui si incontrano la vecchia generazione di palestinesi che ha combattuto la guerra nel 1967 e la seconda che vive la realtà quotidiana del checkpoint e le conseguenze di certe scelte. Ma – conclude il regista – volevo anche andare in cerca di persone che non hanno ancora compreso appieno le proprie inclinazioni, che cercano il proprio posto nel mondo e nel frattempo affrontano continue sfide e contrattempi.  E questa storia è piena di personaggi che si sforzano di cambiare, che vogliono migliorare la loro vita ma non sanno come».

 

SILVIA DI PAOLA