«Amleto diventa un dramma familiare»

  • Torino/Teatro

TORINO «Una tragedia che sembra ci sia stata donata  per risvegliare qualcosa di sopito  dentro di noi». A parlare così di “Amleto”  è il regista Valerio Binasco che lo dirige, da stasera, in prima nazionale, con repliche fino al 19 maggio, alle Fonderie Limone di Moncalieri.  In scena con la traduzione di Cesare Garboli, la consulenza drammaturgica di Fausto Paravidino e un cast di giovani interpreti capitanati da Gabriele Portoghese, nei panni di Amleto, Fausto Cabra in quelli di Laerte e Giulia Mazzarino in Ofelia, si assisterà ad una personalissima, sincera ed empatica lettura della tragedia shakespeariana che si cala, con modernità di pensiero, nel groviglio di tormenti e sentimenti del Principe di Danimarca. 

Dopo aver interpretato il ruolo di Amleto con la regia di Carlo Cecchi, che gli valse il premio Ubu nel 1998, Binasco, oggi direttore artistico dello Stabile di Torino, indaga le tormentose domande, i dèmoni e la feroce malinconia del protagonista Amleto. 

«Sotto la dura e pesante scorza di un dramma notturno di ambiente monarchico, cortigiano, guerriero, con tanto di fantasma del castello - spiega il regista - Amleto è un dramma famigliare. Una famiglia primaria, a immagine e somiglianza della famiglia moderna, tutta protesa a ricreare l’Eden» (Info: teatrostabiletorino.it).

ANTONIO GARBISA

Articoli Correlati

Notti Stellate ripartecon Corbetta e Savogin

Nella quarta edizione della rassegna Simone Savogin presenterà lunedì lo spettacolo “Via!” in anteprima assoluta

Un Edipo “scritto” sul corpo

In prima assoluta per il festival delle Colline Torinese stasera la nuova produzione Elsinor

La “marmellata” teatrale firmata dalle Kif-Kif Sister

A Lunathica, in prima nazionale le due canadesi con “Côté Confiture”