“Quella voglia di libertà che non muore mai”

  • Cinema

ROMA È un metallaro che ama il rock e la libertà. E la sua vita gli sta stretta.Tra il cantiere edile in cui lavora, una famiglia dagli orizzonti limitati alla stalla dietro casa, i preti ovunque, le mucche e, insomma, un paesino sperduto nel nulla. Lui sogna di fuggire per vedere il mondo, un tremendo incidente gli cambierà la vita ma non la voglia di libertà. E “Un'altra vita. Mug” (Orso d'Argento alla Berlinale e dal 24 in sala) è la sua storia. Ce la racconta la polacca Malgorzata Szumowska che si è specchiata nel suo protagonista: «Per me lui ha tutte le caratteristiche di un eroe romantico. È la personificazione della libertà e io mi sento molto in sintonia con lui».

E come lo descriverebbe?
«È un personaggio che suscita ansia, ilarità sconcerto, non solo tra i familiari, ma anche in tutto il paesino, mi ha colpito per la sua energia pura e genuina, la sua onestà in un mondo fatto di distorsioni e dentro una tipica famiglia cattolica polacca, che per lui è  una disgrazia».

E tutto nasce dall’osservazione della realtà?
«Sì, è vero il cantiere in cui si è costruito il Cristo più alto del mondo e anche la prima operazione di trapianto facciale al mondo, abbiamo anche incontrato l'uomo che vi si sottopose. Volevo incastrare nella realtà la storia di  questo ragazzo che sa che  la vita va avanti ma sono le persone che ha intorno che non gli danno una seconda possibilità».

SILVIA DI PAOLA

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