Il Diavolo e la Lazio si giocano tutto

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CALCIO Domani sera a San Siro (ore 20.45, diretta RaiUno, arbitra Mazzoleni di Bergamo) c’è Milan-Lazio, la semifinale di ritorno di Coppa Italia che parte dallo 0-0 dell’andata. Partita spartiacque. Per il Milan di Gattuso, anzitutto, che deve tenere vivo l’ultimo obiettivo stagionale, ora che il 4° posto, con la vittoria di ieri sera dell’Atalanta, è veramente tutto da decidere; e non meno per la Lazio disastrosa di questi tempi,  attualmente ottava e fuori dall’Europa, quella grande e quella piccola. Ieri Lotito ha visitato Formello e si è fatto sentire: «Tutti sono sotto esame». E tutti vuol dire tutti. Anche la guida tecnica. L’incertezza delle previsioni domina. Ieri, sia a Milanello che a Formello, si sono provati molto i calci di rigore. Per il Milan, sembra che Paquetà si giochi molte chance di partire titolare, come Calabria. Incertezza sull’impiego di Biglia, ex di turno. Ma tutti hanno lavorato sodo. Quanto alla Lazio, Radu non ci sarà, sia per squalifica che per infortunio, mentre c’è un punto interrogativo su Milinkovic-Savic, dopo l’incredibile espulsione rimediata contro il Chievo. E che il clima sia poco felice, pochissimo pasquale, per entrambe le squadre, lo dice anche il contorno: a San Siro sono attesi da 3 ai 4 mila tifosi laziali, che si teme possano esprimersi con cori spregevoli all’indirizzo di Bakayoko e di Kessie, in seguito al “caso” della maglia di Acerbi esibita a mo’ di trofeo dai due milanisti. C’è preoccupazione per l’ordine pubblico. Se ne farebbe volentieri a meno.

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