Dl Crescita in Cdm Scontro su Salva Roma

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«Nessuna norma salva Raggi. Non esistono comuni di serie A e serie B. O si aiutano tutti i comuni e i sindaci in difficoltà o nessuno. La Lega non vota norme che creano disparità. Bene il decreto crescita con le misure per i risparmiatori truffati, per abbassare le tasse alle imprese, riduzione della burocrazia per gli enti territoriali». Così ieri fonti della Lega alzano il tiro per il cdm di oggi. «Sul cosiddetto salva Roma la Lega forse non ha capito di cosa si tratta, visto che parliamo della chiusura di un commissariamento a costo zero che permetterà ai romani di non pagare più gli interessi su un debito vecchio di 20 anni che creò proprio il centrodestra con Berlusconi al governo. Piuttosto la Lega pensi a Siri e alle indagini sui fondi che riguardano anche il loro tesoriere, invece di fare di tutto per nasconderlo», replicano fonti del Movimento 5 Stelle. 
Approda oggi in Cdm, per il varo definitivo, il dl crescita approvato salvo intese il 4 aprile scorso. Il provvedimento, che ormai ha assunto la forma di un vero e proprio “omnibus”, e che insieme allo Sblocca cantieri dovrebbe sostenere la crescita del Pil per lo 0,1 per cento, è rimasto a lungo incagliato a causa del braccio di ferro all’interno della maggioranza sulle norme per i rimborsi delle banche e sul cosiddetto Salva Roma. Il vero nodo politico è rappresentato dalla norma sulla gestione del debito di Roma che i 5 stelle premono per mantenere e che la Lega ha chiesto invece di stralciare. La norma dovrebbe alla fine restare nel testo, nonostante abbia aperto una frattura tra M5s e Lega, ma prende quota l’ipotesi di compromesso di allargare “l’ombrello di salvataggio” anche agli altri comuni a rischio dissesto. Ovvero mantenere la misura integrandola con la possibilità per i grandi comuni di rinegoziare i tassi di interesse sui vecchi mutui. Una soluzione ribattezzata “Salva Italia” che rischia però di avere un impatto sui conti. Nel provvedimento, anche il prestito Alitalia e i rimborsi ai risparmiatori per le banche fallite.

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