Nonna, madre e figlia tre donne a confronto

  • Libri/Elvira Serra

Chi sono? È questa la domanda forse più nascosta, il segreto che cerca di dipanare Chiara, protagonista dell’ultimo romanzo di Elvira Serra, scrittrice, giornalista del Corriere della sera. In “Le stelle di capo Gelsomino”, (Solferino, p. 220, euro 16,50) tre generazioni di donne, Chiara, la più giovane, Marianna la madre e Lulù la nonna,  sono unite da amore e disamore, con l’affetto e la complicità che a volte complicano e rendono inestricabili i legami.

Chiara sta scrivendo un libro e nel romanzo a un certo punto dice che vuole raccontare “la storia di tre donne che si appartengono e non lo sanno”. Che cosa vuol dire appartenersi?
«Appartenersi in questo caso ha a che fare con i legami familiari. Il problema è che a volte, soprattutto, tra una madre e una figlia, se il legame è conflittuale si pensa di poter risolvere questo in modo razionale. Ecco, il libro fa vedere che non si può».

I suoi primi romanzi partivano da dati autobiografici: qui c’è ancora spazio per l’autobiografia?  
«Questo libro è un omaggio a mia madre, che tra l’altro come Lulù, la nonna di Chiara, la protagonista, fa l’ostetrica. Quello che volevo far comprendere è che la figura materna, per quanto sia centrale nella vita di ogni figlia, a un certo punto va oltrepassata».

Se Chiara è affezionatissima alla nonna, Marianna, invece, è molto arrabbiata, ha un rapporto molto conflittuale con Lulù.
«Nella figura di Marianna ho cercato di estremizzare quei sentimenti conflittuali che ogni figlia vive verso la madre e che ognuna di noi certamente ha provato. Diciamo che si tratta di uno stratagemma per mostrare come la stessa donna, Lulù, può essere vista con sguardo molto diverso: quello incantato e benevolente della nipote e quello rancoroso e giudicante della figlia».

Quanto ci si odia in famiglia?
«La famiglia credo sia il luogo dove le persone si amano di più ma si feriscono anche nella maniera più profonda».

ANTONELLA FIORI