Zone rosse anti degrado stabilite dai prefetti

  • Sicurezza

ROMA I prefetti potranno emanare delle ordinanze - di natura «straordinaria, contingibile e urgente» - per proteggere le aree più delicate delle città con “zone rosse” che tengano fisicamente lontane le persone «dedite ad attività illegali» (come consumo smodato di alcool o droga, occupazione di immobili e violenze). Lo prevede una direttiva inviata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a tutti i prefetti e per conoscenza al Capo della Polizia. La direttiva legittima dunque i poteri straordinari con i quali i prefetti potranno intervenire scavalcando i sindaci se questi - nonostante i nuovi strumenti previsti dal decreto sicurezza, come il Daspo urbano o la possibilità di limitare gli orari di alcune attività - non riusciranno a garantire il decoro urbano. La direttiva ricorda che la sicurezza delle città è prioritariamente una responsabilità dei sindaci, ma ricorda che «è stato localmente sperimentato con successo il ricorso a provvedimenti prefettizi che vietano lo stazionamento a persone dedite ad attività illegali, disponendone l’allontanamento».

Un Regio decreto del 1931

Questo, soprattutto, nelle aree urbane «caratterizzate da un’elevata densità abitativa e sensibili flussi turistici, oppure che si caratterizzano per l’esistenza di una pluralità di istituti scolastici e universitari, complessi monumentali e culturali, aree verdi ed esercizi ricettivi e commerciali». Le ordinanze, in funzione antidegrado e contro le illegalità, potranno essere adottate dai prefetti ai sensi di un Regio decreto del 1931.

Contrario Di Maio

Esprime dubbi il vicepremier Luigi Di Maio: «Io sono dell’opinione che chi governa lo scelgono i cittadini - ha detto il leader del M5S - è l’abc della democrazia. Esprimi un voto e poi giudichi al termine del mandato». Critico anche il presidente dell’Anci, Antonio Decaro: «I sindaci non sono distratti, affatto. Vorrei che il ministro li considerasse degli alleati. Le zone rosse non risolvono il problema, lo spostano altrove».

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