Cortellesi: «Siamo tutti un po' vessati e vessatori»

  • Ma cosa ci dice il cervello Paola Cortellesi

CINEMA Incivili, maleducati, irrispettosi, arroganti. Sono gli italiani. E un assaggio della giungla urbana ce l’offre la Roma della mattina all’ora di punta, tra automobilisti aggressivi, cacche e spazzatura ovunque e la nostra Paola Cortellesi nella giungla urbana, intenta solo a sopravvivere e arrivare sana e salva al lavoro in un imprecisato ministero. Ma la sorpresa è dietro l’angolo perché lei invece è una vera wonder woman. E scoprirete perché in questa commedia di Riccardo Milani, “Ma cosa ci dice il cervello”, dal 18 in sala con la Cortellesi affiancata da Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Claudia Pandolfi, Carla Signoris, Paola Minaccioni, Giampaolo Morelli, Remo Girone, mix di maleducati e disperati intenti a difendersi dalla maleducazione.

Perché secondo Paola Cortellesi?
«Siamo tutti dei vessati e dei vessatori esemplari noi italiani e la maleducazione non risparmia nessuno, non ha sesso né ceto».

Ma chi è la donna che interpreta?
«Una che lavora nei servizi segreti e per tutti è solo una mediocre lavoratrice di un ministero e nell’era dei social non può dir nulla di sé, non riceve nessuna gloria, neppure la figlia la stima: non sa cosa fa davvero. Questo è una forma di grande coraggio».

Come ha costruito il suo personaggio?
«Due mesi di allenamento per le scene d’azione, salti, corse, cose che mai avrei potuto fare altrimenti e molti 007 visti e voglia di giocare».

Che cosa vorrebbe suggerire allo spettatore?
«Mi auguro che passi un’idea di riscatto perché a me va bene la commedia cattiva ma il cattivissimo gratuito non m’interessa. Mi auguro che arrivi l’idea che ci si può sempre salvare anche in un contesto sociale senza speranza».

Lei ha anche scritto questo film ma alla regia ha mai pensato?
«Si ma lo farò quando sarò pronta ed essendo femmina so già che sarà piu complicato che per i miei colleghi».

 

SILVIA DI PAOLA