Nuova ondata di arresti contro i Casamonica

  • Roma

ROMA A luglio il blitz contro la famiglia Casamonica in vicolo di Porta Furba aveva portato a 37 arresti. Ieri l’operazione Gramigna 2, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Dda di Roma ha evidenziato come il clan fosse ancora attivo. Le 23 misure cautelare (20 persone in carcere, una ai domiciliari e due obblighi di firma) nei confronti di appartenenti anche alle famiglie Spada e Di Silvio riguardano reati che vanno dall’estorsione all’usura, passando per lo spaccio di stupefacenti e per l’intestazione fittizia di beni. Su molti degli illeciti contestati grava anche l’accusa del metodo mafioso.

Dalle indagini risulta il ruolo «fisiologico» delle donne appartenenti alla famiglia (sono sette quelle colpite da misure restrittive), una in particolare aveva rioccupato a ottobre l’abitazione del marito, sequestrata dopo il blitz di luglio. Ma sono le testimonianze delle vittime ad aprire uno squarcio sul modus operandi della famiglia: «Si sono presentate nel mio mobilificio, insistendo per mettermi in mano acconti di alcune centinaia di euro. Volevano mobili impossibili da consegnare in poco tempo. Poi si ripresentavano per riavere indietro i contanti, di cui non disponevo. Con loro non se ne esce vivi», ha raccontato un imprenditore della Romanina. A quel punto «compravano» il debito e scattava l’usura. Dalle indagini è emerso che le vittime assistevano a violente risse tra gli appartenenti al clan, da cui rimanevano terrorizzate. Nel blitz di ieri sono stati sequestrati 400 mila euro in beni e orologi.

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