La frode degli spacca-ossa Fratture e mutilazioni per soldi

  • Frodi assicurative

Reclutavano disperati disposti a farsi mutilare pur di racimolare qualche soldo. È successo a Palermo, dove sono stati smascherati gli affari di un’organizzazione criminale dedita alle frodi assicurative. La squadra mobile ha arrestato 34 persone e altre 8 sono state bloccate dalla guardia di finanza e dalla polizia penitenziaria. Nella lista dei fermati ci sono anche un avvocato, una praticante e alcuni periti assicurativi. La banda “spaccaossa” aveva un vero e proprio listino: 400 euro per un braccio da fratturare, 300 per una gamba rotta. Sono circa 60 le mutilazioni emerse dall’indagine, soprannominata Tantalo bis.
Cercavano soprattutto ragazze madri in gravi condizioni economiche e giovani disoccupati, ma anche tossicodipendenti, indigenti con deficit mentali o affetti da dipendenza da alcool. «Non sentirai niente», rassicuravano. E invece usavano spranghe, blocchi di cemento, dischi di ghisa e anestetici di scarsa qualità. Dopodichè le false vittime venivano accompagnate nelle strade prescelte e lì chiamavano il 118. All’arrivo dell’ambulanza i malviventi si spacciavano per i parenti dei malcapitati e raccontavano la dinamica dei sinistri, mai esistiti ma narrati nel dettaglio. I poveracci finivano in ospedale e i colletti bianchi istruivano le pratiche che fruttavano migliaia di euro.
La catena degli orrori è stata ricostruita grazie alle intercettazioni degli investigatori e alle soffiate di un paio di pentiti. L’obiettivo del gruppo criminale era solo uno: ottenere più risarcimenti possibili dalle compagnie assicurative. I soldi non andavano mai a chi, pur di avere dei contanti a disposizione, accettava di farsi amputare un arto o, nella migliore delle ipotesi, fratturare qualche osso. E mentre i poveretti venivano condannati alla sedie a rotelle o a camminare con le stampelle, traditi dall’illusione di intascare qualcosa per vivere, il guadagno restava ai banditi, che sfrecciavano a bordo di auto di lusso. C’è anche chi ci ha rimesso la vita, come un tunisino trovato morto su una strada di periferia dopo essere stato costretto a ingerire crack per sopportare il dolore delle lesioni.