Lucano a giudizio Migranti a Lampedusa

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Il sindaco sospeso di Riace Mimmo Lucano è stato rinviato a giudizio. Il gup di Locri ha accolto la richiesta della procura nell’ambito dell’inchiesta Xenia. Il gup Amalia Monteleone manda quindi Lucano a processo. Secondo gli inquirenti Lucano e altri 26 imputati sarebbero coinvolti in un’associazione a delinquere ai danni dello Stato per la gestione dei fondi destinati all’accoglienza dei migranti. Fra i reati contestati truffa con danno patrimoniale allo Stato. Per il sindaco sospeso dalla cittadina della Locride, diventata modello di accoglienza e integrazione, erano stati disposti gli arresti domiciliari a ottobre 2018. Di recente la Cassazione aveva annullato il divieto di dimora a Riace. E aveva smontato parte delle accuse rimaste in piedi e rivolte a Lucano, dall’associazione a delinquere alla malversazione. Per Lucano e gli altri 26 la prima udienza è fissata il prossimo 11 giugno. Lucano è accusato di avere favorito l’immigrazione clandestina promuovendo “matrimoni di convenienza” e di non aver indetto gare per assegnare la gestione della spazzatura nel suo paese di 1.800 abitanti alle cooperative collegate ai migranti. «Vado avanti con coraggio», ha commentato Lucano, «Dimostreremo che la verità si fa luce da sola».
Barcone a Lampedusa
Sono stati intercettati da Guardia Costiera e Guardia di Finanza e portati a Lampedusa 70 immigrati, tutti maggiorenni, tra cui una donna. Sono 53 sedicenti tunisini e 17 sedicenti libici. Il trasferimento a Lampedusa, spiegano fonti del Viminale, servirà per velocizzare le identificazioni, individuare gli scafisti e far scattare le procedure per le espulsioni. «Siamo già al lavoro affinché i clandestini arrivati a Lampedusa vengano rispediti a casa loro al più presto», scrive Salvini.

Zone vietate ai rifugiati
«No ai centri d’accoglienza vicino alle scuole per evitare lo spaccio». A Calolziocorte (Lecco), il Comune ha approvato un nuovo regolamento che impedisce l’apertura di strutture d’accoglienza in determinate zone della città, come nei pressi delle scuole (entro i 150 metri). Per il sindaco leghista in un altro centro la polizia ha documentato spaccio di droga, da qui la decisione preventiva. Che ha suscitato polemiche sull’accoglienza, ma il sindaco si difende affermando che nel paese non ci sono problemi con i migranti, in gran parte integrati.

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