Pioli lascia la Viola Arriva Montella

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CALCIO Svolta clamorosa nella Fiorentina: Stefano Pioli ha lasciato il centro sportivo viola e si è dimesso. All’ora di pranzo era in programma un incontro fra il direttore generale dell’area tecnica Corvino, la squadra e lo staff tecnico. Il contatto è stato brevissimo: Pioli, amareggiato per il comunicato in cui proprietà e società viola implicitamente lo rimproveravano di una sostanziale mancanza di serietà nella gestione dell’ultimo periodo della squadra, esortandolo a portare a termine la stagione gestendo il momento "con la competenza e la serietà dimostrata nella prima parte della stagione", ha subito reso nota la decisione di dimettersi e ha lasciato il centro sportivo "Davide Astori" dopo aver caricato in auto le sue cose. L’ufficialità delle dimissioni rassegnate dall’allenatore è arrivata poco dopo le 15,30 con una nota della società viola nella quale è stato precisato che l’allenamento pomeridiano della squadra è stato diretto dall’allenatore in seconda Giacomo Murelli.

Pioli è il primo allenatore che si dimette nell’era Della Valle. Sulla panchina della Fiorentina si è seduto per 74 volte (69 in campionato e 5 in Coppa Italia): lo score definitivo della sua esperienza in viola parla di 27 vittorie, 25 pareggi e 22 sconfitte. Con lui la squadra ha segnato 115 gol e ne ha subiti 92. In campionato la sua Fiorentina ha totalizzato 96 punti (57 lo scorso anno e 39 in questa stagione). Al suo posto, si profila un altro clamoroso ritorno: quello di Vincenzo Montella, che ha già allenato i viola dal 2012 al 2015 (tre stagioni concluse tutte al quarto posto, con una finale di Coppa Italia persa nel 2014 contro il Napoli), atteso a Firenze nelle prossime ore. Secondo Sky, firmerà un contratto fino all'anno prossimo.

Numeri a parte, Pioli ha avuto l’indiscusso merito di gestire nel migliore dei modi la squadra dopo la drammatica morte del capitano Davide Astori. Ma poi, nella stagione in corso, i risultati sportivi non sono stati quelli che la società si aspettava. E da quando il tecnico di Parma aveva lasciato intendere che non sarebbe rimasto sulla panchina viola il prossimo anno, i rapporti con la dirigenza e la proprietà si erano incrinati. E la squadra, per ammissione del suo capitano, German Pezzella, era stata distratta proprio dalle tensioni che si erano create tra società e allenatore. Non un alibi per giustificare le deludenti prestazioni degli ultimi due mesi, ma una spiegazione credibile del calo di concentrazione generale, che ha portato a perdere di vista il principale obiettivo stagionale, la qualificazione alla prossima Europa League. Con un decimo posto in classifica, a 12 punti di distanza dal piazzamento utile per andare in Europa, la stagione viola declinava verso l’anonimato, anche se resta aperta la strada di Coppa Italia, con una semifinale di ritorno da giocare a Bergamo, pur se i pronostici danno la Fiorentina sfavorita dopo il 3 a 3 dell’andata al Franchi e alla luce del momento di forma che sta attraversando l’Atalanta.

Domenica scorsa è arrivata la sconfitta in casa contro il Frosinone, penultimo in classifica. La situazione è rapidamente precipitata. Prima il comunicato della proprietà e della società, nel quale veniva chiesto a squadra e tecnico "rispetto e impegno" affermando che "la proprietà non è assolutamente disposta ad accettare quello che sta accadendo da qualche mese a questa parte". Una nota diffusa dopo un vertice milanese tra il patron Andrea Della Valle, il presidente Mario Cognigni, il responsabile dell’Area tecnica Pantaleo Corvino e in collegamento il club manager Giancarlo Antognoni e dalla Cina, Diego Della Valle. Poi, questa mattina, la replica dei tifosi della Curva Fiesole che hanno attaccato i Della Valle accusandoli di "scaricare colpe sulla squadra e sull'allenatore" e invitandoli ad andarsene definendoli "la vergogna di Firenze". 

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