Brexit, May tenta Corbyn Ue: «Data resta 12 aprile»

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BRUXELLES «Se ci sarà una maggioranza sostenibile del Parlamento del Regno Unito sull’accordo di ritiro entro il 12 aprile, allora la Ue è pronta ad accettare una proroga della Brexit fino al 22 maggio. Se la Camera dei Comuni non si pronuncerà, nessuna proroga breve sarà possibile, perchè questo minaccia il buon funzionamento della Ue e le stesse elezioni europee». Così il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Ieri la Camera dei Comuni ha approvato, con un solo voto di scarto, l’avvio del dibattito sulla legge bipartisan che mira a costringere la premier a richiedere a Bruxelles un’estensione dell’articolo 50 oltre il 12 aprile, in modo da non innescare una Brexit “no deal” di default. Il Parlamento ha anche deciso che non ci saranno altri «voti indicativi».

Missione a Dublino

Intanto Theresa May le sta provando tutte per uscire dallo stallo. Ieri ha incontrato il leader laburista Jeremy Corbyn. «Il colloquio è andato molto bene, ma non è stato risolutivo», ha detto lo stesso Corbyn, preannunciando altri incontri. La versione laburista della Brexit prevede un’unione doganale permanente con la Ue e maggiori tutele in tema di lavoro, ambiente e sicurezza sociale, in linea con quelle europee. Ma l’apertura della premier ai laburisti non è rimasta senza conseguenze. Prima si è dimesso il ministro per il Galles, Nigel Adams; subito dopo ha lasciato anche il sottosegretario per la Brexit, Chris Heaton-Harris. Oggi la May è attesa a Dublino: «In Irlanda non è solo questione di mercato interno - ha detto - ma di violenza sì o violenza no».

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