A Matera rinasce il biscotto della fortuna

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Questo è la storia di uno speciale biscotto della fortuna, anche se la fortuna in questo caso c’entra ben poco. Perché in fondo questa è una storia di perseveranza, di intuizioni geniali, di capacità di fare rete guardando il proprio territorio, ma aprendosi al mondo intero.

Questo biscotto della fortuna nasce molto lontano dalla tradizione alimentare giapponese. Siamo a Matera, città capitale della cultura 2019 e oggi meta turistica da tutto il mondo. È tra questi sassi tornati a nuova vita che a vent’anni si trasferisce per amore Mikaela Bandini, 47enne nata a Capetown, due figli e diventata nel tempo materana di adozione. «Ho incontrato in aeroporto un lucano e mi sono innamorata. E l’ho seguito fin qui. Immaginate l’impatto per me che arrivavo da un luogo metropolitano e multiculturale come Capetown», ricorda Mikaela, padre italiano ma mai stata nel sud-Italia. Almeno fino ad allora. Poi Mikaela in quel sud ha deciso anche di fare impresa. Ripensandola completamente. «Detesto la parola imprenditrice, anche se in fondo lo sono. Ho una serie di piccole imprese legate al mondo creativo. Mi piace connettere persone e progetti», racconta Mikaela, in tasca una laurea in psicologia industriale e comunicazione di impresa, un master in interior design a Cambridge e un altro in internazionalizzazione in Lussemburgo.

Mikaela ha messo in piedi Area 8, uno spazio di ritrovo all’imbocco dei sassi, nel cuore storico di Matera. «Siamo un piccolo stato indipendente, con il locale e la piazzetta privata. Ci mancano solo moneta e il passaporto».

Lo spazio è di trecentocinquanta metri quadrati, nato originariamente come ufficio. Poi nella notte di Ferragosto del 2014 la svolta, con l’apertura di un corner per i cocktail aperto al pubblico. Un successo strepitoso. «Perché in fondo non è un bar, non è una vineria, non è una discoteca. È molto di più. L’ho arredato come luogo intimo e speciale, come se fosse casa mia. E forse tutto ciò aiuta a ricreare un’atmosfera particolare. Quello che facciamo è esperienziale: dal buon cibo alla bottiglia di olio o di vino. È tutto legato all’esperienza di “confort food”. Perché il cibo aiuta a socializzare». Lo staff è composto da una decina di persone. E si organizza di tutto: da aperitivi a cene di matrimonio per americani e inglesi.

Da qualche mese poi c’è l’altra impresa, quella del “Bisc-otto” di Area 8. «Un biscotto della fortuna lucano, una sorta di controsenso, perché la Basilicata non è mai stata sinonimo internazionale di fortuna. Anzi, qui si sono vissute tante difficoltà in passato», precisa Mikaela.

Il packaging è artigianale e il biscotto è curvato a mano, colato col cioccolato da uno storico pasticcere di Bernalda, dodicimila anime nella provincia di Matera. Ogni biscotto contiene un messaggio speciale. E Mikaela ne ha realizzati 300 differenti. Da settembre poi è nato l’e-commerce, che entro la fine dello scorso anno ha permesso di vendere oltre 27mila biscotti. Un’avventura imprenditoriale speciale, portata avanti con l‘amica turca di Mikaela, Ece Kutai, 

E così la magia di Matera porta una donna sudafricana e una turca in Basilicata per produrre biscotti artigianali lucani, distribuiti poi soprattutto nel nord-Italia.«Questo luogo è cambiato dal giorno alla notte. Venticinque anni fa quando volevi lavorare molto spesso dovevi necessariamente andare al nord e per tanto tempo sono stata legata ad aerei settimanali. Oggi tutte le opportunità arrivano qui, ci cadono tra le braccia. Eventi con multinazionali, visite prestigiose – da Francis Ford Coppola a George Lucas –  e a breve anche il nuovo film di 007. Oggi a Matera siamo nel luogo giusto al momento giusto. E stiamo facendo la cosa giusta».

Giampaolo Colletti

@gpcolletti 

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