Esposito «Genny manterrà la promessa fatta a Ciro»

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ROMA “Nascondere il male equivale a esserne complici” diceva Martin Luther King. “Gomorra - La serie” fa il contrario: il male lo esplora e lo racconta creando dibattito, anche in questa quarta stagione, al via venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic (disponibile su Sky On Demand).
È all'indomani della morte di Ciro Di Marzio che riprende il racconto della produzione originale Sky, dodici episodi col Salvatore Esposito, superbo mattatore nei panni di Gennaro Savastano. 

Esposito, il personaggio di Genny è il più camaleontico. Stavolta lo vediamo anche padre premuroso, cosa che lascia un po' spaesati, non crede? 
«Sì, è vero: Genny cambia sempre. Stavolta il leitmotiv del personaggio sarà proprio il  dualismo tra ruolo pubblico e privato. Per mantenere gli equilibri e dare un futuro al figlio Pietro indosserà una maschera di fronte alla società e ai businessman londinesi. Questa maschera cadrà solo alla fine». 

Quanto pesa la scomparsa di Ciro sul suo personaggio?  
«È l'evento che cambia ulteriormente Genny che non ne esce sconfitto, anzi: si rimbocca le maniche per dare quel futuro al figlio e per onorare la promessa fatta a Ciro». 

Per Roberto Saviano  «Gomorra racconta la sintassi del nostro tempo»; qual è  il segreto del successo di questa produzione? 
«Il grande gioco di squadra che c'è dietro».

BARBARA NEVOSI