"È inutile ripescare le biciclette di Ofo"

  • Milano

MOBILITA' «È la terza volta che ripeschiamo  queste bici, tanto vale lasciarle nel Naviglio». È l’allarme lanciato da Simone Lunghi, alias l’Angelo dei Navigli, quello che pesca  le biciclette dello sharing finite nei canali della città. Con una video-denuncia su Facebook, Lunghi dice che molte delle biciclette riportate in superficie rimangono per giorni a bordo strada perché non vengono rimosse. Col risultato che spesso rifiniscono in acqua. Nel video Simone in due ore ne ha contate 20 solo sul Naviglio Grande, ma a queste vanno aggiunte quelle sul Pavese, sul Villoresi ecc… Nell’occhio del ciclone i mezzi di Ofo, società cinese ancora formalmente attiva, ma in grave crisi economica. Un inconveniente che non sfiora invece Mobike – competitor di Ofo –, il cui servizio recupero e rimozione funziona bene.  «Il problema», spiega Lunghi, «è che queste bici hanno un padrone. Noi avvertiamo Ofo  del ritrovamento, ma non risponde nessuno né al telefono né alle mail. Allora chiamiamo Amsa, la quale però ci dice che essendo mezzi con un proprietario definito, non spetta a loro la rimozione. A termine di legge», continua, «il Comune dovrebbe apporre su ogni bici vandalizzata un bollino con l’avviso della rimozione entro 14 giorni. Ma quel bollino non viene messo, quindi siamo sempre da capo». Da palazzo Marino fanno sapere di essere al corrente della questione da tempo e di aver sollecitato Ofo più volte, la quale si era impegnata a risolvere il problema. Ma a oggi, ancora non ha fatto nulla.  ANDREA SPARACIARI

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