C’era premeditazione per il dirottamento del bus

  • Milano

È rinchiuso in un settore “protetto” del carcere di San Vittore Ousseynou Sy, il 46enne di origini senegalesi, autista del bus con studenti di Crema sequestrato e poi dato alle fiamme mercoledì sulla Paullese, non distante dall’aeroporto di Linate, con 51 ragazzini a bordo, due studenti e una bidella. Per fortuna, tutti salvi. «La sua giustificazione è stata che l’opinione pubblica occidentale è assuefatta e indifferente alle morti nel Mediterraneo e la situazione è non più sostenibile. Voleva destare l’attenzione», racconta il legale Davide Lacchini, pronto a chiedere la perizia psichiatrica. Si è aperto un dibattito sulla cittadinanza italiana da dare al ragazzino-eroe, Ramy, 13 anni, che ha lanciato l’allarme. Intanto, proseguono le indagini dei carabinieri. «Per ora, è un atto individuale. Le evidenze sono lì, però vogliamo capire in che contesto si è poi elaborato questo disegno criminale. Perché sicuramente è premeditato», spiega il comandante del gruppo di Milano. Secondo alcuni testimoni, l’autista aveva anche portato via i martelletti frangivetri e aveva coperto con dei teli scuri i finestrini.

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