Aldo: «Troppo bello al di là dei propri pregiudizi!»

  • Scappo a casa Aldo Baglio

CINEMA Il viaggio di Aldo stavolta è in solitaria. Non più Aldo Giovanni e Giacomo ma solo Aldo Baglio che firma la sua prima regia, “Scappo a casa” (da giovedì in sala), storia di razzismi e di follie che lui interpreta dalla prima all’ultima sequenza, facendo per un intreccio di casualità lo stesso viaggio dei migranti verso l’Italia, scambiato per un tunisino che, come lui racconta «si ritrova all’estero, senza documenti, senza cellulare, senza soldi, insieme ad immigrati che ha sempre detestato».

Allora il film vorrebbe essere una commedia sul razzismo?
«Direi che non è una storia sull’immigrazione o sul razzismo in sé, perché si tratta di temi troppo complessi e delicati, ma la storia di un uomo superficiale che scopre quanto è bello andare al di là delle proprie paure e dei propri pregiudizi, quanto è bello amare e rischiare la vita per gli altri e come, di certo, in questo modo si può essere più felici».

Il film ci suggerisce che i muri non servono?
«Costruire muri non produce niente, viviamo tutti in questo mondo, dovremmo solo collaborare tra noi e pensare a proteggere il pianeta Terra che stiamo distruggendo».

Per raccontare questa storia è andato oltre il Trio ma è solo una parentesi?
«Assolutamente, il Trio non si è sciolto e ad agosto cominciamo a girare un film insieme. Io però, a 60 anni ho sentito l’esigenza di fare qualcosa di solo mio, di espormi, anche se ho avuto molta paura».

 

STEFANO MILIONI