«Se anche il buddhismo predica la violenza e l'odio»

  • Il venerabile W. Barbet Schroeder

CINEMA Che cosa sapete del buddhismo? Di certo che è una religione per vocazione pacifista e per scelta tollerante e non violenta. Ma che direste se un rispettabile e molto influente monaco buddhista incitasse all’odio razziale e al massacro? Eppure è successo, anzi succede, davvero: in Birmania il monaco buddhista Wirathu da anni predica contro la minoranza islamista in nome “della protezione della razza e della religione”, ammira Donald Trump ed esorta al massacro della comunità musulmana dei Rohingya.. È su lui che punta i riflettori il pluripremiato Barbet Schroeder nel suo Il venerabile W., da domani in sala.

Com’è arrivato all’orrore della predicazione di Wirathu?
«Per caso facendo delle ricerche sul buddismo. Ho trovato uno studio di Yale su un genocidio legato ai buddhisti e mi sembrava impossibile che la religione pacifica per eccellenza potesse essere coinvolta in simili orrori, cosi sono andato a cercare».

Lei crede nel buddhismo?
«Diciamo che nel corso della mia vita ho perso tutte le illusioni politiche e religiose e che il buddismo è la mia ultima illusione. Però ho imparato a essere realista: tutte le religioni sono specchio degli uomini e quindi contengono anche il peggio dell’umano. Da sempre».

E Wirathu ha visto il film?
«Sì e ne era soddisfatto. Gli piace vedersi ripreso quando dice che i musulmani sono come i pesci-gatto che crescono velocemente, si riproducono molto in fretta, sono violenti, divorano la loro stessa specie e distruggono le risorse naturali».

 

SILVIA DI PAOLA