Una Juventus sazia e senza testa

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CALCIO Alla fine, la Juve ha perso la sua prima partita di campionato. Lo ha fatto a Genova, contro il Grifone: 2-0, reti di Sturaro (ex di turno, di nuovo in campo dopo un anno di assenza) e Pandev sul finire della ripresa. In sintesi: se la doppia sfida contro i rossoblù fosse avvenuta in coppa, la Signora ne sarebbe stata eliminata avendo pareggiato il match di andata dello Stadium. Ovvio che si stia giocando, null’altro: è un fatto comunque che ieri, dopo l’impresa di metà settimana contro l’Atletico Madrid, i bianconeri abbiano lasciato la testa altrove. Non si è salvato praticamente nessuno, certo non Dybala che pure si è visto annullare un gol dal Var per fuorigioco di Emre Can: è stato, quello, il solo tiro in porta che la Juve è riuscita a trovare in tutto l’arco della gara. Poco, troppo poco. E ovviamente poco conta l’assenza di Ronaldo, nemmeno convocato perché – per dirla con Allegri – “non aveva senso rischiarlo”: chi lo ha sostituito avrebbe dovuto sfruttare al meglio la chance concessagli. Buin per il Genoa, allora, andato a segno con due giocatori provenienti dalla panchina e che Prandelli aveva buttato nella mischia al posto degli insufficienti Sanabria e Lazovic. “La partita di Coppa ha pesato - ha ammesso Allegri -. Meno male che il ko è arrivato oggi, adesso abbiamo la sosta per ricaricarci fisicamente e psicologicamente. E’ una sconfitta che può farci bene: prima o poi doveva succedere, cercheremo di farne tesoro. Non possiamo pensare di vincere tutte le partite: i ragazzi hanno fatto e stanno facendo bene”.

DOMENICO LATAGLIATA

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