Rancore: «La mia musica è come l’urlo di un neonato»

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ROMA «Questo disco è un controsenso, un tocco di lucidità nella follia, un bambino che quando vede il mondo reale vede qualcosa di incomprensibile. Per una volta posso dire di aver esagerato davvero». 
Rancore, uno dei nomi di punta del rap italiano, presenta così “Musica per Bambini”, il disco al centro del concerto che l'artista romano terrà sabato a partire dalle 22 all'Atlantico. Reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo al fianco di Daniele Silvestri, Rancore ha dato il via nei giorni scorsi al suo tour, uno spettacolo tra follia e fantasia, tra confessione e protesta, che rispecchia totalmente l'immaginario del disco. 

«Ho deciso di essere sincero come un bambino - spiega - e ho usato la musica come psicoterapia e le rime come anti-depressivo. Il progetto “Musica per Bambini” è un semplice urlo. Solo questo è uscito da queste pagine. Un urlo senza pretese, come quando smetti di pensare che qualcuno può sentirti. Un urlo difficile da capire, come quello di un neonato dentro la culla». 

«Ho sognato molte volte di dormire in un lettino per bambini dove era impossibile per me entrare - prosegue il rapper - la testa era piegata in modo ambiguo, le mie gambe corte erano comunque troppo lunghe. Purtroppo nessun regolatore dell'umore ha regolato questo Rancore». 

Anticipato dal singolo “Underman”, l'album già nella prima settimana di uscita, è entrato direttamente al sesto posto nella classifica dei dischi più venduti in Italia e ha raggiunto i 10 milioni di streaming.

STEFANO MILIONI

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