Greta candidata al Nobel Milioni di ragazzi in piazza

La sedicenne  svedese Greta Thunberg, una delle voci più forti, nonostante la giovanissima età della lotta al cambiamento climatico, è stata indicata per il Premio Nobel per la Pace. La proposta è stata fatta al Comitato dei Nobel - che ogni anno, in autunno assegna il prestigioso riconoscimento - da un gruppo di deputati norvegesi.    "Abbiamo indicato Greta perché la minaccia del clima è probabilmente una delle principali cause di guerre e conflitti. Il movimento di massa che lei ha innescato è un contributo molto importante per la pace", ha spiegato, presentando l'iniziativa, il deputato norvegese André Ovstegard, uno dei tre parlamentari che ha indicato la giovane svedese che si è detta "onorata e molto grata".

Ogni venerdì. Greta  ha iniziato la scorsa estate a protestare ogni venerdì di fronte al Parlamento svedese per chiedere misure più efficaci contro i cambiamenti climatici.  Dopo il suo discorso al vertice sul clima delle Nazioni Unite in Polonia e al forum di Davos, Greta è diventata un esempio per molti giovani in diversi Paesi, che hanno promosso iniziative simili. Domani in oltre 1300 diverse località di tutto il mondo, milioni di ragazzi scenderanno in piazza per sollecitare i governi ad agire contro il surriscaldamento climatico. 

Sciopero nel pianeta. Nella storia della lotta per il clima quella di venerdì 15 marzo rischia di essere una data che passerà alla Storia.    Cresce di ora in ora il numero delle adesioni a "FridaysForFuture", lo sciopero degli studenti contro i cambiamenti climatici, che vede Francia e Italia prevedere il maggior numero di raduni. Un movimento oramai globale, nato sull'onda dell'esempio dell'attivista svedese sedicenne Greta Thunberg: all'appuntamento hanno finora aderito movimenti di studenti in 106 Paesi diversi, con manifestazioni previste in 1693 citta' ai quattro angoli del pianeta.    Da settimane il nuovo movimento degli studenti, trainato da Greta e da altri giovani leader ambientalisti, chiede a gran voce ai governi dei rispettivi Paesi politiche incisive contro il riscaldamento globale, in particolare per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tra i principali gas serra. Lo sciopero salva-pianeta  si preannuncia come un evento record: all'ultimo appello lanciato da Greta su Twitter quattro giorni fa ("Il 15 marzo lo sciopero nelle scuole continua. Abbiamo bisogno di tutti. Passa parola!"), stanno rispondendo sempre più movimenti e associazioni. 

#FridaysForFuture.   Sul sito dei #FridaysForFuture, aggiornato in tempo reale, vengono elencati in ordine alfabetico tutti i Paesi partecipanti e il numero di piazze coinvolte negli scioperi studenteschi. Nelle ultime settimane gli studenti di 117 paesi hanno manifestato in 1939 luoghi diversi. E per l'appuntamento del 15 marzo i numeri sono davvero impressionanti: 1693 città in 106 paesi diversi, segnando il picco massimo del movimento dal suo lancio, lo scorso agosto, con Greta seduta di fronte al Parlamento di Stoccolma. L'Italia, con 208 raduni organizzati, è uno dei Paesi più attivi, dietro Francia (212), ma prima di Germania (196), Stati Uniti (168), Svezia (129) e Gran Bretagna (111). In Europa la manifestazione del 15 marzo coinvolgerà gli studenti anche in Spagna (65), Portogallo (36), Belgio (31), Irlanda (31) e Finlandia (26).    Fuori dall'Ue e dagli Stati Uniti, i Paesi in prima linea sono Canada (54 raduni) e Australia (51). Molto significativa la partecipazione di diverse nazioni dell'America latina, tra cui Messico (28 raduni), Brasile (21), Argentina (18) e Cile (12). In Asia gli studenti piu' coinvolti sono quelli dell'India, con 29 proteste domani, mentre negli altri Paesi (Giappone, Nepal, Cina, Corea del Sud) la causa per il clima è risultata finora meno partecipata.

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