Brexit, un’altra settimana per trovare la via d’uscita

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GRAN BRETAGNA Il Parlamento britannico ha approvato ieri sera con uno scarto di 210 deputati - 412 contro 202 - la mozione del governo sulla richiesta di un rinvio breve della Brexit e un terzo tentativo di ratifica dell’accordo proposto dalla premier, Theresa May. Nella mozione, il governo ha fissato la data del 20 marzo come termine massimo entro il quale tenere un terzo voto di ratifica del suo accordo sulla Brexit. Il testo prevede che se il Parlamento approva l’accordo entro mercoledì prossimo, il governo chiederà alla Ue un rinvio al 30 giugno della data di uscita (oggi fissata al 29 marzo). Ma se l’accordo - già bocciato due volte dai Comuni - non passa entro il 20 marzo, allora il governo avrà bisogno di chiedere una proroga più lunga, di cui i tempi saranno nelle mani della Ue. May ha già avvertito che il rinvio potrebbe essere più lungo di tre mesi; questo scenario costringerebbe la Gran Bretagna a partecipare alle elezioni europee del 26 maggio.

Emendamenti bocciati

La Camera dei Comuni ha invece bocciato in modo sonoro - 334 voti contrari e 85 favorevoli - l’emendamento che proponeva di tenere un secondo referendum sulla Brexit (con i laburisti che si sono astenuti). Il Parlamento ha bocciato anche per un soffio, con 314 voti contrari e 312 favorevoli, un secondo emendamento bipartisan che mirava a togliere al governo e passare al Parlamento il controllo dei negoziati con la Ue sulla Brexit. Respinto, infine, seppure sempre con una stretta maggioranza - 302 voti favorevoli e 318 contrari - l’emendamento presentato dal leader del Labour, Jeremy Corbyn, che proponeva di estendere l’articolo 50 per dare tempo al Parlamento di trovare una maggioranza su un approccio diverso alla Brexit.

METRO

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